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Depuratore, “il problema va risolto a valle”

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24 ottobre 2007

Egregio direttore,
Essendo gia’ entrato, tempo fa’, nel merito delle cause del perdurante inquinamento del lago Maggiore nel Luinese, chiedo nuovamente ospitalita’ per un modesto contributo su quanto segnalato da Varesews circa il “depuratore” di Curiglia.
Al riguardo ritengo infatti sia doverosa qualche ulteriore considerazione, che contribuisca ad evitare una visione distorta, del generale problema dell’ inquinamento del nostro lago.
Occorre anzitutto evidenziare come nella situazione di Curiglia si trovino gran parte dei nostri Comuni di montagna che, data l’ assoluta mancanza di mezzi finanziari , scaricano in acque superficiali, contribuendo, loro malgrado, pur con apporti modesti, generalmente per il tramite di pozzi perdenti, all’ inquinamento delle stesse; pensiamo, ad esempio, alle frazioni di Veddasca, da Cadero a Biegno ed alle stesse frazioni di Curiglia (Piero e Monteviasco).
Un problema annoso, da non trascurare ma da non esasperare, comunque di difficile soluzione, anche per ragioni orografiche; e cio’ sia che si pensi di intervenire con una collettazione ad un depuratore finale, sia che si pensi alla realizzazione di singoli impianti autonomi (tipo vasche “Imhoff”).
Data la complessita’ del problema (sia dal punto di vista operativo che finanziario), ad evitare inutili disquisizioni, perdite di tempo (ne abbiamo gia’ perso troppo) e di risorse, credo sia invece decisivo individuare delle priorita’ di intervento, valutando il rapporto costi (di realizzazione degli impianti) e benefici (in termini di minor apporto finale inquinante al lago).
E su tali basi mi sento di ribadire quanto avevo gia’ espresso in precedenza: il problema “inquinamento” va risolto partendo da valle, dai comuni con maggior numero di utenze non collegate ai gia’ esistenti impianti di depurazione, iniziando, nel contempo, una seria pianificazione di graduali, mirati interventi che servano almeno a contenere il problema degli scarichi delle frazioni montane (fitodepurazioni, vasche Imhoff, etc.); per il momento, a quest’ ultimo riguardo, dati i “chiari di luna” finanziari che ci aspettano, credo non si possa realisticamente far altro, oltre a tenersi sempre stretta la saggezza dei nostri vecchi (“quand l’ aqua la fa’ tri salt, l’ e’ bona per tucc i sant” – il principio di depurare ossigenando era evidentemente gia’ noto….).
In merito al “depuratore” di Curiglia, se mai esistesse una adeguata rete fognaria ad esso collegata e se mai qualcuno si dovesse prendere la responsabilita’ di farlo partire, sara’ importante ben valutare l’ economicita’ della sua gestione (considerati gli interventi necessari dopo venti anni di non utilizzo, l’ obsoleta tecnologia e l’ irrisorio apporto di liquami da depurare), rispetto ad altre e gia’ citate soluzioni, tenendo anche ben presente che si finira’ inevitabilmente col sottrarre risorse ad altri, piu’ pressanti, interventi (le priorita’ cui facevo cenno sopra).
In sintesi , mi pare che il problema del “depuratore” di Curiglia non stia nel mancato funzionamento, ma nella sua stessa incauta realizzazione (se mai verra’ messo in funzione – e ne dubito – sarebbe di nuovo Pantalone, dopo averne pagata la realizzazione, a sostenere l’ inutile mantenimento).
Un impianto risalente ad inizio anni ’90, per il quale, da ultimo, mi pare ingiusto e ingeneroso chiedere conto all’ attuale Sindaco di Curiglia, Ambrogio Rossi, (che apprezzo e stimo sia come Uomo che come Amministratore), trattandosi dell’ ennesimo, e non unico, pesante fardello che lo stesso si e’ ritrovato tra capo e collo.
Tornando al problema dell’ inquinamento del lago, ribadisco l’ importanza di unire le forze, oltre ogni campanilismo.

dr. Giovanni Corbellini-Germignaga

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