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Di Komunisti Sumeri e Ugonotti Minori

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8 aprile 2011

Egregio Direttore,
a volte, da lettore, mi trovo leggermente infastidito da chi usa la rubrica delle lettere del suo giornale per intessere lunghi botta e risposta a due voci, per questo spero i lettori vorranno concedermi qualche attenuante generica, se le chiedo uno spazio per replicare all’assiduo e motivato Gelosia.
Gelosia mi rimprovera di non usare il virgolettato per citarlo ma sottolineo che non volevo citare le sue parole nel dettaglio bensì tradurne il significato: se la domanda è cosa distingue, in relazione alla loro credibilità, il gruppo K-Dx dal gruppo K-Pd (temo, ahimè, che le abbreviazioni risultino comprensibili ai più), la replica che dice che K-Dx hanno sinceramente cambiato idea mentre gli altri fanno finta, non costituisce una risposta bensì una definizione, insomma si ritiene di dimostrare un argomento solo spiegando il significato delle parole.
domanda: perché devo credere a x e dubitare di y? risposta: perché x dice il vero mentre y fa marketing politico. Insomma un po’ poco come ragionamento, o no?
Interesserà forse a qualcuno il fatto che, almeno secondo il mio professore di logica, questo modo di argomentare non sia sempre stato considerato un paralogismo, per esempio sembra che i Sumeri conoscessero il teorema di Pitagora e lo dimostrassero disegnando un triangolo con quadrati sui lati e scrivendovi accanto, in caratteri cuneiformi, l’equivalente della parola italiana "ecco!".
I popoli mesopotamici avevano, evidentemente, intuito e fortuna, perché usavano questo sistema per dimostrare cose che si sarebbero effettivamente potute dimostrare anche in modo obiettivo perché il problema non è che un ragionamento di questo tipo sia falso, il problema è che non dice nulla, quindi resta uguale sia che affermi il vero sia che affermi il falso (insomma, Gelmini permettendo, il ragazzino di quinta elementare contemporaneo che vorrà liquidarePitagora con un"ecco!" alla lavagna, probabilmente porterà a casa solo un brutto voto).
Dai sumeri, in effetti, la civiltà si è evoluta e, sono certo che Gelosia ne converrà, per mandare razzi sulla luna o far funzionare i telefoni cellulari, si rendono necessari ragionamenti leggermente più affidabili.
Pierre Bayle, per la cronaca, non c’entrava nulla con questo argomento sul paralogismo del ragionamento circolare (la cui inaffidabilità è nota almeno da 25 secoli per opera dei filosofi presocratici, sistematizzati da Aristotele) lo avevo menzionato solo come esempio di tolleranza e buon senso, qualità che credevo apprezzabili da tutti.
Poi Gelosia giudica Bayle un pensatore minore, sarà anche vero, però merita la sua parte di rispetto per il rispetto che ha saputo riconoscere agli altri; il giorno che Frattini, Cicchitto, Buonaiuti e Ferrara troveranno il modo di ispirarsi a lui mi sentirò autorizzato a inserirli nella categoria dei "pensatori minori ma meritevoli di attenzione", nella mia scala di valori, garantisco, sarebbe una promozione per ciascuno di loro.
Aggiungo un sentito ringraziamento al signor Zuin ,che esprime concetti che condivido profondamente ma trova il modo di essere più sintetico e chiaro di me, e la mia simpatia personale al sumero Gelosia

un saluto cordiale

Mauro Sabbadini

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