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Di poltrone e sedili del treno

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18 giugno 2011

Egregio Direttore,
«Bagnoli è una pagina vergognosa di commistione tra politica e crimine attorno al denaro pubblico »
per questa frase Luigi De Magistris è sotto processo, per querela di parte, querela presentata da due signori che, evidentemente, non conoscevano il detto latino "escusatio non petita, accusatio manifesta" per la quale il neo sindaco di Napoli ha invocato non l’immunità parlamentare ma l’insindacabilità, cioè quel principio costituzionale che mette al riparo i parlamentari da alcuni reati di opinione ritenendo sia loro dovere potersi esprimere in forma di denuncia pubblica di eventi che ritengono discutibili. Personalmente credo, e con me crede, almeno a parole, il 100% del parlamento italiano, che questo sia il senso vero dell’immunità parlamentare, tant’è che è l’unica forma che è sempre sopravvissuta a tutte le riforme e controriforme.
 
Si aggiunga inoltre che qualunque privato cittadino verrebbe con ogni probabilità assolto di fronte ad un’accusa formata su queste basi, purtroppo in Italia non esistono vere sanzioni per i querelanti che muovano "cause temerarie" e così non sono rari imprenditori e potenti che sporgono querela non per vincerla ma per tenere in scacco l’avversario diversi mesi, o anni, e fargli spendere soldi in avvocati e bolli.
 
Qualcuno stava paragonando, per caso, De Magistris a Berlusconi? direi che al di là di tutto il resto c’è una differenza enorme: nel caso De Magistris il "fatto" è noto ed accettato dalle due parti, la questione è se sia o meno reato, nel caso Berlusconi una delle parti nega la veridicità dei fatti e avrebbe tutto l’interesse a perseguire la propria innocenza in tribunale, non lo fa solo perché… vabbè io non sono insindacabile.
 
Si parla tanto, inoltre, di doppi incarichi, ce ne sono, secondo me, di diversi tipi: quelli consentiti dalla legge e quelli vietati dalla legge; sui primi è questione di opportunità ed è giusto il dibattito pubblico ed una decisione democraticamente condivisa (in fondo nulla vieta che l’opinione pubblica di un comune si senta tutelata dall’avere un sindaco che la rappresenta da qualche altra parte), sui secondi la questione non dovrebbe, in teoria, porsi affatto: si sceglie e ci si dimette, dal 2002 però, il Governo Berlusconi ha avviato una giurisprudenza nuova, fatta di eccezioni stabilite dalla Giunta delle Elezioni di ciascuna camera, lascio al lettore controllare personalmente chi ne stia approfittando, dove e in che misura.
 
Un’ultima nota me la permetto per il lettore Roberto, quello più a destra, che in primo luogo ringrazio: quando si ha una passione politica è facile farsi travolgere dal tifo di tipo calcistico, facile ma da evitare, i suoi interventi sono per me un ammonimento ad evitare questo rischio.
In secondo luogo vorrei dirgli di rasserenarsi: nessuno considera, per principio, i leghisti ignoranti o polentoni, per esempio io ho ottimi amici leghisti di notevole cultura e sono settentrionale quanto e più di molti di loro.
Il problema, vede, è che spesso si finisce per considerare una persona, soprattutto un parlamentare che deve rispondere dei suoi comportamenti ai cittadini, in relazione a quello che fa: Borghezio, Bossi, Calderoli, non sono considerati volgari o ignoranti perché leghisti, però quando si vede uno gridare parolacce in un microfono, sterilizzare sedili del treno in funzione antiprostitute, o definire eroe un criminale di guerra come Mladic, che le devo dire? secondo lei la prima cosa che viene in mente è che deve avere studiato dai Gesuiti?
 
Se poi, signor Roberto, queste accuse le fanno anche a lei personalmente… be’ magari è un complotto dei comunisti ma magari, chissà, non è che talvolta ne avrà dato motivo? io quando mi fanno delle critiche la questione me la pongo.
 
Se poi lei conosce elettori di centrosinistra che eviterebbero un genero musulmano o rom, le dirò: finchè i partiti di area non saranno così incauti da condurli ad incarichi elettivi il problema sarà solo di questi signori. Io, sinceramente e parlando per me, non sono credente ma un genero, un cognato o un cugino acquisito di religione islamica, cattolica o ebraica non mi creerebbe nessun problema (credo anzi di averne qualcuno, di almeno una delle 3 r) purchè non fosse un fanatico. Circa poi la questione di razza se uno se la pone vuol dire che è già fuori dal contesto democratico e non merita particolari risposte.
 
Scusandomi per la, ahimè abituale, prolissità ringrazio il Direttore dell’ospitalità e i lettori della pazienza
Cordiali saluti
Mauro Sabbadini

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