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Di vigne e d’altro…

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16 settembre 2011

Egr. Direttore,
 
ho letto con interesse l’articolo relativo alla prossima vendemmia del vigneto acquistato anni fa dal Comune di Tradate presso la chiesetta della Madonna delle Vigne. E subito dopo alcuni pensieri hanno iniziato a frullarmi per la testa.
 
A costo di apparire venale, mi chiedo quanto investimento ha richiesto questa attività con fini culturali, me lo chiedo perché vorrei capire le priorità e provare a metterle in ordine.
 
Siamo una nazione di allenatori, ognuno di noi manderebbe in campo la formazione vincente, e come conseguenza di ciò ognuno di noi ha la lista delle cose importanti nell’ordine corretto. E io non sono da meno.
 
Che priorità ha e ha avuto il fatto di realizzare ad Abbiate una piazza degna? Quella attuale, iniziata ed abbandonata così da anni ormai, sembra un angolo di Beirut.
 
Oppure, quale priorità ha avuto il Parco di Villa Centenari, chiuso per ben quattro anni? E la realizzazione dei marciapiedi in via Ugo Foscolo? E sistemare un po’ il parcheggio presso il campo sportivo (sempre in via U.Foscolo), impraticabile la sera e con la pioggia?
 
Hanno avuto sicuramente priorità le varie rotonde con il porfido e le fioriere installate ovunque. O anche i dossi in viale Marconi (di pregevole fattura e condizione). Abbiamo comprato la pista di pattinaggio ed un parco pubblico nel quale far pascolare le mucche. Abbiamo anche sostituito tutti i cartelli con la toponomastica, per aggiungere la descrizione ai nomi delle vie. A proposito, lo sa che in piazza ad Abbiate il cartello indicante Piazza Unità d’Italia è sparito. Di cosa si festeggiavano i 150 anni quest’anno? Però abbiamo via Padania e via Insubria.
 
Potrei continuare. Io tradatese di nascita, con l’arrivo della mia seconda figlia non ho potuto beneficiare del Bonus Bebè in quanto non residente da almeno cinque anni. Ok, se queste sono le regole. Ho contribuito come cittadino all’erogazione del contributo verso chi ne aveva diritto.  Giusto. Ho però contribuito anche al pagamento delle spese relative alla causa persa dal Comune, sconfitto sui criteri di erogazione. Forse un po’ meno giusto. In compenso mi hanno alzato l’addizionale Irpef.
 
Anche l’italiano è un brutto affare: un centro commerciale lo chiamiamo parco commerciale o compendio immobiliare, una vendita la chiamiamo cessione a titolo oneroso. E se qualcosa viene messo in discussione, la colpa (cito una frase riportata dalla sua testata qualche tempo fa) è della Repubblica Italiana che cambia le regole in corsa. Mi permetto: le regole le cambia il Governo, non la Repubblica Italiana.
 
Come ho anticipato, chiunque potrebbe togliere, aggiungere o modificare queste mie considerazioni. Io come tutti guardo principalmente al mio orticello.
 
E per questo vorrei è che i parcheggi di via Sabotino venissero illuminati. Sa, l’autunno è alle porte, le giornate si accorciano ed noi ci prepariamo a vivere un altro inverno al buio. Il quarto. E se ciò non fosse realizzabile, sarebbe almeno bello poter multare chi da anni risparmia a spese della nostra sicurezza.
 
Saluti
Matteo Colombo

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