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Dialetto e Lega: no alla strumentalizzazione

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1 ottobre 2007

Caro direttore,
sono perfettamente d’accordo con il signor di Biase.
Il dialetto è una ricchezza, l’uso strumentale che ne fa la Lega è di una bassezza sconcertante.
Il dialetto è armonia , amore per la propria terra e la propria gente e la Lega ne fa una grossolana patacca che nasconde il ribrezzo per il proprio Paese.
Sono convinta anch’io che l’Italia non abbia conosciuto nulla di peggiore, dal punto di vista politico e perfino estetico perchè sono insopportabili i conati di Bossi quando annuncia l’imminente rivoluzione del popolo padano contro le Istituzioni.
Frasi, parole, concetti che dovrebbero produrre indignazione, disgusto e presa di distanza perfino da parte degli alleati perchè nessun partito si è mai sognato di osare alla luce del sole e facendosene vanto quel che impunemente dichiarano i leghisti e in primis il loro leader.
Franceschini teme che vi sia assuefazione al linguaggio bossiano e all’obbrobrio dei contenuti; non credo che le persone civili si possano mai assuefare agli sproloqui di Bossi, alle sue chiamate alle armi, alla benedizione di martiri liberatori del Nord ma sarebbe davvero necessario che la Politica urli forte e chiaro il suo basta a questi raccapriccianti spettacoli.

Roberta Lattuada

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