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Disboscare un danno: proibiamo l’uso della legna per riscaldamento

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13 settembre 2006

Caro Direttore,

ringrazio Varesenews per l’articolo sul taglio dei boschi nei territori della Valganna-Valmarchirolo. Purtroppo il disboscamento (controllato o incontrollato ?) troppo massiccio dei nostri boschi e’ diventato una pratica comune in provincia di Varese (scrivo da Gerenzano). Le ragioni sono dovute all’aumento della bolletta energetica e di conseguenza del prezzo della legna, diventata molto appetibile economicamente . Come conseguenza i nostri boschi si impoveriscono troppo e non ce la fanno a rigenerarsi, non hanno piu’ la loro funzione naturale di filtro dell’aria, salvaguardia dei pendii, dei corsi d’acqua e della biodiversita’. Un altro aspetto che nessuno considera (purtroppo) e’ legato all’uso della legna per riscaldamento che comporta un aumento preoccupante del pm10 nell’aria. Infatti ben il 20% dell’emissione di polveri sottili (pm10) in provincia di Varese e’ legata alla combustione di legno e similari (dati ARPA Lombardia 2001). Proibendo l’uso della legna per il riscaldamento si otterrebbero due effetti benefici primari: 1) salvaguardia dei boschi e della loro biodiversita’ 2) abbattimento di ben il 20% della causa delle polveri sottili, e non e’ da poco, visto che andando avanti di questo passo non riusciremo mai a rientrare nei parametri imposti dalla comunita’ europea per la qualita’ dell’aria.

Cordiali saluti

Pier Angelo Gianni

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