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Dislessia: non confondere ADHD con i DSA

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20 ottobre 2007

Egr. Direttore di Varesenews,

Le scrivo in relazione ad una serie di articoli apparsi sul Suo giornale negli ultimi tempi.
In questi articoli, l’ultimo pubblicato in data 3 ottobre 2007, i diversi autori confondono il problema della somministrazione di psicofarmaci (RITALIN) per lenire gli effetti del primo tipo di disturbo, con le buone pratiche didattiche che si suggeriscono per porre rimedio alle difficoltà scolastiche che colpiscono chi mostra i disturbi del secondo tipo.
E’ ormai scientificamente provato che la dislessia sia un disturbo causato da disfunzioni neurologiche derivanti da alterazioni genetiche (una semplice ricerca “dislessia+genetica” sul web potrà darne conferma).
Malgrado ciò la dislessia non è una malattia, ma un disturbo che colpisce un bambino in ogni classe (3-5% della popolazione scolastica); non esistono medicine che possano curare il disturbo, si possono solo attuare strategie di apprendimento (e di insegnamento) diversificate.
Perchè proprio qui sta il punto: ragazzi dall’intelligenza normale (a volte superiore), integri dal punto di vista fisico e neurologico, hanno un diverso modo di apprendere, non legato alla letto-scrittura, ma ad altri canali meno tradizionali.
Nel mondo anglosassone, dove il problema è stato scoperto molto tempo prima che da noi, è ormai normale parlare di dislessia e stili di apprendimento differenti: molti nomi noti nel campo della politica, del cinema, dell’arte, della musica e della scienza hanno ammesso di essere dislessici e di aver avuto difficoltà nel loro percorso scolastico. Malgrado ciò, una volta usciti dalla scuola, hanno potuto mostrare il loro valore.
Ma quanti non possono avere le stesse possibilità a causa di “maestri” ottusi che non vogliono adattare il loro stile di insegnamento allo stile di apprendimento di questi ragazzi?
E’ proprio per informare in primis gli insegnanti e dare sollievo ai genitori e ai dislessici stessi che da 10 anni l’Associazione Italiana Dislessia si occupa del problema. Divulgando informazione non farmaci o psicoterapie!
Di contro, come dicevo all’inizio, un gruppo di persone diffonde articoli a pioggia su varie testate e con cadenza periodica cerca di confondere le acque sul problema: queste persone si firmano con nomi diversi (Prof.ssa Margherita Pellegrino, Dott.ssa Arianna Lopes Perera, Nico De Marco, Claudio Berera, Marilena Zuccheri, Marco Guidetti et altri) ma hanno un punto in comune. Tutti, se fate una ricerca su internet ne avrete conferma, sono attivisti o simpatizzanti del movimento Scientology e al suo fondatore Ron Hubbard.
La loro lotta, benemerita nel merito di evitare che i nostri ragazzi siano sottoposti a cure non autorizzate e potenzialmente dannose, è assolutamente negativa nei confronti di una corretta informazione riguardo ai due tipi di disturbo.
Ringraziandola per l’ospitalità che mi vorrà concedere Le porgo i miei migliori saluti

Attilio Milo - insegnante - genitore di una ragazzo dislessico - formatore per conto dell'Associazione Italiana Dislessia

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