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Dopo il “rave”: ri-naturalizzare la Valle Olona!

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11 aprile 2007

In questi ultimi giorni i quotidiani hanno giustamente dato molto risalto al “rave” che ha occupato gli edifici industriali dismessi della media valle Olona. Non è nostro compito dare un giudizio morale sui partecipanti a questo inconsueto evento, ma non possiamo esimerci dall’osservare come lo stato di degrado di queste aree non sia altro che la logica conseguenza dell’ assolututa mancanza di responsabilità per il destino dei ruderi della cartiera e di altri anacronistici “dinosauri industriali” che da decenni opprimono il fondovalle.

Se gli “utenti” del rave non hanno fatto altro che lasciare dietro di sè nuove immondizie, anche coloro che avevano edificato quegli stabilimenti – famiglie ora considerate grandi benefattrici per aver lanciato l’economia dell’Olona nel secolo scorso – ci hanno anche lasciato una pesantissima eredità: tutto sommato essi hanno usato l’Olona finchè faceva comodo, per poi abbandonarlo con un carico di migliaia di metri cubi di cemento e , trasferirsi (di molto arricchiti) in luoghi più salubri, senza occuparsi di cosa sarebbe capitato all’ecosistema della Valle.

Pertanto, apprendendo la giusta intenzione delle Amministrazioni locali di dover agire per evitare il ripetersi delle situazioni dei giorni scorsi, Domà Nunch considera positivo questo risveglio dell’attenzione sull’emergenza Olona e consiglia come unica soluzione la completa e radicale ri-naturalizzazione dell’area , ossia l’abbattimento dei manufatti industriali, la riappropriazione dell’alveo naturale da parte del fiume, e la creazione di boschi e prati. Altre soluzioni non daranno che luogo alle fin troppo comuni speculazioni associate alla parola “recupero”, già evidenziate dai rappresentanti del “Forum per le emergenze ambientali in Insubria” da noi recentemente attivato.

Matteo Colaone per l'Associazione "Domà Nunch" - www.eldraghbloeu.com

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