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Dopo l’aggressione a Berlusconi un fermo no alla violenza

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14 dicembre 2009

"No al ritorno di ogni forma di violenza, all’esasperazione della lotta politica. È necessario misurare le parole ovunque si parli, e tornare a un civile confronto fra le parti politiche".
Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sulla vicenda dell’aggressione a Silvio Berlusconi.
Ventiquattro ore dopo i commenti continuano a susseguirsi. Il mondo politico si interroga su quanto accaduto e sui diversi significati.
Un coro unanime di condanna alla violenza. In queste ore anche i lettori di Varesenews stanno inviando interventi. Le riflessioni sono state pubblicate nella rubrica delle lettere al direttore, come sempre, senza nessuna censura: non è nostro costume e non ce ne è stato bisogno: i commenti sono arrivati pacati. La maggior parte dei lettori si è domandata cosa sta succedendo nel Paese, cosa ha portato alla nascita di un clima da molti definito insostenibile.
Commenti che hanno trovato l’apice dopo il ferimento di Berlusconi, ma che da tempo sono al centro degli ammonimenti del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano: abbassare i toni dello scontro politico. Pubblichiamo di seguito le lettere finora arrivate al giornale per mettere in risalto il pensiero di molti cittadini. Sono lettori che hanno dimostrato ancora una volta – a differenza di quanto in queste ore è visibile altrove e su alcune pagine dei social network inneggianti alla violenza – che solo la parola e il rispetto, anche nella diversità e nell’asprezza del confronto politico, debbono prevalere sulla violenza, sempre.

Aria pesante
Un gesto di responsabilità
Quella statuetta poteva ferire chiunque
Qualcuno sta giocando ad alzare i toni sulla pelle dei cittadini
Di Pietro, gli scontri di piazza e il buon Dio
La mia opinione sull’aggressione a Berlusconi
Mi sono emozionato, ma era scritto
Champagne in privato?
Berlusconi e il folle
Gli episodi di violenza vanno condannati senza se e senza ma
Toni esasperati da tempo
Se fosse successo a Di Pietro?
Bossi, il terrorismo e il buon Dio

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