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Due o tre cose da chiarire sui progetti

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19 aprile 2007

Egregio direttore,
leggo la lettera dell’architetto Barzi, già capolista di Rifondazione comunista alle ultime elezioni comunali, ora in quota ai Comunisti italiani per i quali partecipa alla Commissione Urbanistica.
Capisco che, molti, purtroppo, traggono piacere dall’essere notati, tuttavia, gettare fango sul futuro Partito Democratico, in relazione ai progetti presentati da due investitori privati a Bologna e a Varese, non è un’operazione politica ma una sciocchezza che si commenta da sola.
In merito ad entrambi i progetti, infatti, noi DS siamo stati estremamente chiari: non ci siamo schierati pregiudizialmente né a favore né contro, come crediamo dovrebbe sempre fare ogni forza politica seria e responsabile.
All’architetto Barzi, forse, parrà strano ma, per noi, nessun progetto è, naturalmente, buono o cattivo o, automaticamente, vantaggioso o dannoso per il sistema territoriale bolognese e varesino.
Lo è in ragione dell’equilibrio o meno che produce tra costi e benefici, nell’impatto ambientale, sociale, economico, culturale, sul territorio che è destinato ad ospitarlo come siamo tenuti a valutare con rigore e indipendenza noi consiglieri comunali e come ha sempre affermato anche l’onorevole Marantelli, la cui moralità praticata e i risultati conseguiti sono fuori discussione.
Risponde ad una logica superata la valutazione positiva di un progetto solo perché muove grandi quantità di soldi e di persone, come è altrettanto superata la logica che vuole grandi progetti incompatibili con la sostenibilità.
E’, invece, doveroso e sensato valutare le conseguenze positive e negative che tale progetto può produrre e ipotizzare tutti gli scenari possibili, valutare l’apporto che le tecnologie possono dare a migliorarne aspetti sostanziali, valutare quali effetti collaterali comporta.
Da parte nostra, quindi, sia in relazione al progetto Cazzola di Bologna che in relazione al progetto Sogliano di Varese ci sarà sempre piena disponibilità al confronto, nessuna disponibilità ad un giudizio preventivo senza tutti gli elementi di valutazione necessari, la serenità necessaria e indispensabile che procedimenti così complessi e impegnativi inevitabilmente richiedono.

Fabrizio Mirabelli, segretario Ds Varese

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