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Due risposte agli scettici del referendum

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21 giugno 2011

Gentile Direttore,
 
da parte mia rispondo alle due domande del sig. Brazzelli.
 
RISPOSTA 1 – Referendum sulla "privatizzazione" dell’acqua.
Certo che lo so, ma su un bene come l’acqua e la sua distribuzione, se proprio
devo, preferisco pagare la tassa di scopo o l’addizionale locale piuttosto che
pagare alti rendimenti ai privati. Secondo quanto so, l’ente pubbico non deve
lucrare sugli investimenti che fa, ma deve solo rientrare dai costi sostenuti; il
privato esige invece un rendimento (nel nostro caso era di ben il 7%) altrimenti
cosa investe a fare(?). Proviamo a chiederci perchè tutti quelli che in Italia
avevano avuto la sfortuna di vedere privatizzati i loro acquedotti hanno
festeggiato la vittoria del si, e proviamo anche a chiederci perchè in Francia,
dove c’è una delle più grandi multinazionali per la gestione privata degli
acquedotti e dove hanno già privatizzato molto, la popolazione si è ribellata e
si comincia a fare marcia indietro. Dobbiamo informarci su cosa stà succedendo
anche in sudamerica, ma informandoci studiando e cercando documenti
personalmente, non chiedendo o ascoltando opinioni da politici in conflitto di
interesse, certo costa più fatica ma parleremo con maggior cognizione di causa.
 
 
RISPOSTA 2 – Referendum per "abolire il nucleare".
Alle sue domande:
– come produrremo i 55 GW di picco che servono ogni giorno?
-oppure da chi compreremo l’energia che ci serve per soddisfare questo picco?
-oppure quanto pagheremo l’energia acquistata?
-oppure come viene prodotta l’energia acquistata?
 
Si deve considerare che le centrali che si volevano costruire avrebbero
utilizzato una tecnologia che stà per diventare obsoleta e non sarebbero state
comunque operative prima di venti anni, quindi rispondo che:
-per quanto riguarda il presente come abbiamo fatto sinora.
-per quanto riguarda il futuro investendo sul miglioramento del rendimento degli
impianti.
-investendo sul miglioramento del consumo di energia da parte di apparecchi
energivori.
-con investimenti che tolti al nucleare andranno a aumentare la ricerca nelle
nuove tecnologie ecocompatibili.
 
Se svizzeri e tedeschi si sono accorti che le loro scelte erano sbagliate e
stanno tornando a credere che avevamo ragione noi perchè dobbiamo essere così
stupidi da ricrederci e cadere nell’errore ora che i fatti ci hanno dato ragione ?
 
Cordialmente
Arturo Grenci

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