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…e adesso ammazzate anche me

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9 ottobre 2007

Ieri sera l’associazione “Liberi di pensare”, organizzando il dibattito avente come oggetto la giornata della legalità e la lotta alle mafie, ha offerto un’imperdibile opportunità a tutti i cittadini di riflettere profondamente su ciò che è successo sino ad ora in Italia e che continua ad accadere in maniera imperterrita.

Il rendiconto di quanto emerso è allarmante, la classe politica è coinvolta direttamente, le frasi pronunciate nell’ordine da Sonia Alfano, Rosanna Scopelliti, Aldo Pecora, Elio Veltri, Peter Gomez e Giancarlo Caselli sono pugni nello stomaco, a suffragio di quanto affermato da loro ci sono testimonianze di vita vissuta, dati di fatto.

Non si può e non si deve più fare finta di nulla, siamo coinvolti tutti, il livello di guardia è già stato abbondantemente superato e così non si può più andare avanti, è in gioco il nostro futuro, la coscienza dei cittadini onesti si ribella, ne sono la riprova gli applausi scroscianti del Teatro Sociale gremito, applausi non di circostanza ma sentiti e calorosi.

Le parole udite da ognuno dei relatori hanno toccato i cuori e scosso le coscienze, non hanno nulla a che fare con antipolitica, qualunquismo, populismo e terrorismo, le ridicole accuse con le quali la casta cerca di difendersi pateticamente.

Nel quadro della situazione appena descritta l’amministrazione comunale di Busto Arsizio purtroppo non fa eccezione, non solo perché emblematicamente assente nel corso della serata, ma anche perché a parer mio, ci deve delle risposte. Qualche mese fa si è scritto e parlato di investimenti sul nostro territorio nel settore edilizio di clan gelesi quali i Rinzivillo e i Madonia. Chi sono queste persone? Cosa vogliono dalla mia città? Com’è possibile che tutto sia avvenuto senza che nessuno sapesse nulla? Chiedo cortesemente una spiegazione a chi ne ha responsabilità e dovere.

…e adesso ammazzate anche me.

Alessandro Pagani

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