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È lecito criticare il critico?

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15 aprile 2009

Egr. direttore,
secondo me il governo che mette il bavaglio alle libertà di stampa e comunicazione, non è altro che una delle tante leggende metropolitane.
Che l’attuale premier possieda dei media non vuol dire che possa imbavagliare gli altri.
Nella carta stampata di voce ne ha pochina: i grandi gruppi editoriali non sono in vendita e non sono nelle sue mani.
Nel campo del via etere controlla il secondo gruppo televisivo nazionale, mentre la Rai, sia Radio che Tv, è in posizione dominante in entrambi i settori ed è controllata da una commissione parlamentare a presidenza PD, ovvero sotto il controllo dell’opposizione. Che non si tratti di un controllo del governo è dimostrato dall’esistenza di trasmissioni tipo "Annozero" che sicuramente non solo non sono filogovernative, ma sono contro in modo addirittura fazioso, sia in senso etimologico (di parte, appartenente ad una fazione) sia in senso peggiorativo (sedizioso, ostinato, intollerante).
Il fatto poi che si faccia finta di scandalizzarsi perché i criticati criticano il critico, mi sembra addirittura ridicolo, soprattutto se detto in difesa della libertà di critica.
    
Con i miei migliori saluti
Alberto Gelosia

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