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E ora autocritica e scuse

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1 agosto 2011

Egregio sig. Direttore,
leggo con grande sgomento che il numero dei politici di area centro-sinistra e in particolare di area "PD", intrallazzati con strani affari, è in continuo aumento.
Iniziò tutto in Puglia, ora abbiamo casi eclatanti in Lombardia, Liguria, Emilia, Abruzzo, Campania e altri ne stanno arrivando.
Ora il mio sgomento aumenta quando cerco nelle lettere di questa rubrica commenti sui fatti e personaggi interessati.
Dove sono finiti tutti quei lettori indignati, "giustizialisti" e "colpevolisti a prescindere"?
Dove sono finite quelle "belle" e passionali lettere sempre tempestive nel condannare il "malaffare"?
Sono forse tutti andati in ferie?
Mi aspettavo gli stessi toni, mi aspettavo anche dei "scusateci anche da noi ci sono delle mele marce" e invece, assito ad un totale silenzio e a continue accuse al centro-destra.
Non vorrete mica dirmi che è colpa del centro-destra se i vostri hanno sbagliato?
La frase sentita che più mi ha scioccato, è la seguente: "i politici di destra lo fanno per arricchirsi personalmente, da noi lo fanno per il partito". E allora? E’ forse legale? 
Ma come, come sta emergendo dalle inchieste, "condizionare" gli appalti, gonfiare il valore delle azioni e altro ancora, se i soldi ricavati servono al partito va bene, se vengono usati dai politici no?
E’ questa la differente morale? E’ questa l’etica superiore?
Da parte vostra ho sempre visto mettere alla berlina chi aveva il minimo legame con gli "affaristi", le vostre principali accuse erano "politica e affari devono essere divisi".
Ma questo vale solo per il centro destra?
Guardiamo poi al caso lombardo, il politico sotto inchiesta ha avuto un "peso" notevole nella campagna elettorale del nuovo sindaco di Milano, non vi fa indignare tutto quello che sta uscendo?
Non lamentatevi poi se vi accusano di criticare sempre e solo a senso unico.
Per finire, mi ha stupito che simili inchieste abbiano tardato così tanto ad arrivare.
Anni fa ho avuto il piacere di leggere un libro scritto da un imprenditore lombardo che ha creato un grande Supermercato, con la "S" maiuscola.
Il libro si intitola "Falce e carrello".
Dalla lettura di quel libro-denuncia, c’erano i presupposti per aprire inchieste, eppure, pur essendoci l’obbligatorietà di indagini (lo dice la legge e non deve valere solo quando vi fa comodo), nessun magistrato ha mai indagato.
Leggetelo, è di un’attualità disarmante.

Cordiali saluti

Roberto C.

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