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E’ solo voglia di pace

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10 ottobre 2007

Gent.mo Direttore,
voglio ringraziare Varesenews per aver dato spazio alla mia “la Lega non mi rappresenta”, chiamata in causa fra “i nemici della Lega”, vorrei scrivere qualcosa ad Angelina Colombo.
Mi dispiace di farle pena, sono invece sinceramente in pena per la democrazia, parola così abusata, volutamente, per farne perdere valenza. Ma siamo in democrazia.
Vent’anni fa vedevo, coglievo nelle conversazioni in treno e nei luoghi pubblici le diffiicoltà che stavano nascendo: il timore per la presenza di “stranieri” vicino a noi, il senso di impotenza di fronte a politici che o miravano troppo alto, restando sul piano ideale e non concretizzando la gestione della cosa pubblica o miravano troppo basso, alle loro tasche e a quelle dei loro amici. Ricordo Enrica Collotti Pischel, allora Docente alla Statale, i suoi rimproveri alla sinistra di non voler e saper rappresentare, quindi governare, i bisogni, i timori, le esigenze di una larga fetta di elettori del nord .
Perchè il nocciolo sta qui: non nei timori, nelle ansie della gente, naturali per molti aspetti ma nel modo della politica di gestirli, perchè le paure, del futuro, delle malattie, dell’incertezza economica devono essere governate da chi, democraticamente eletto, dovrebbe rappresentarci.
Le paure andavano stemperate e dissipate con buone leggi, che migliorassero la convivenza. Sì, ci voleva informazione, conoscenza dei cambiamenti in atto, coscienza civica, dei diritti e dei doveri dei cittadini. Lasciar credere o, peggio, far credere che la paura per lo straniero sia fondata, anzi abbia proprio consistenza genetica nel DNA e nella cultura del paese di provenienza di un immigrato è di una gravità estrema. Servivano buone “azioni” politiche, per rendere l’immigrato consapevole della nostra cultura e, soprattutto delle nostre leggi e contemporaneamente agire sul piano dell’educazione e informazione ai cittadini tutti. I timori nascono dalle difficoltà linguistiche? corsi di lingua per gli immigrati e informazioni corrette ai cittadini. I timori nascono dall’ignoranza delle nostre leggi? Insegnamo le nostre leggi; a tutt’oggi i percorsi per farlo sono spesso sperimentali e limitati. Non voglio banalizzare, molto si poteva fare e non è stato fatto.
Più immediato dire che l’immigrato è causa della sua ignoranza e tenerlo lontano da noi, questa non è soluzione, i timori cresceranno, allora diremmo più forte che devono stare a casa loro. Siamo coscienti, oltre tutto, che svolgono, in tanti, lavori necessari alla nostra economia?
Non è bello sentire bambini che vogliono offendersi e si dicono “marocchino”, io intervengo ricordando che Sant’Agostino era un nordafricano, ma le loro parole pesano sul nostro futuro: vogliamo un futuro di barriere?
La storia e il rispetto per ciò che siamo stati e per il nostro futuro dovrebbe essere fondamento del nostro vivere civile, della nostra democrazia, chiamatela se volete tolleranza, termine che spesso finisce per assumere, nella forzatura che le parole hanno in questo momento storico, il significato di essere tolleranti con i criminali, immigrati o meno che siano. No, non sono tollerante con i criminali.
Lascio ai leghisti la loro fede politica ma non mi sento loro nemica, posso confermarle che nella realtà quotidiana ho amici simpatizzanti della Lega, come ho amici simpatizzanti di AN, ho amici a sinistra, ho amici immigrati e il mio cuore batte a sinistra. Cerchiamo, talvolta con discussioni accese, di vivere il nostro tempo, problemi e ansie correlate. Il nostro territorio e le nostre tradizioni stanno cuore a tutti noi ma non andiamo a prendere ampolle nel Po per questo. Vogliamo azioni politiche concrete che migliorino la nostra vita; non migliora la nostra vita nè quella dei nostri figli sentirci in guerra con qualcuno.
A uno dei miei amici leghisti direi “Mi allarma il tuo entusiasmo: sicuramente hai trovato nei modi della politica leghista risposta ai tuoi timori, confermati e legittimati ad esistere e spinti all’azione che viene continuamente ventilata, “i fucili”, ma che non può essere messa in atto perchè sarebbe solo guerra e non soluzione di problemi”. Io non posso sentirmi rappresentata politicamente da nessun partito in questo modo.
L’adrenalina dell’elettore, del simpatizzante, del cittadino impaurito di fronte ai cambiamenti sociali ed economici che stiamo attraversando, si mette in moto e crea consenso, consenso finalizzato a cosa? A vivere meglio tutti?
A me non piace vivere pensando di essere nemica di qualcuno, i muri non sono mai stati soluzione di problemi, ne creano anzi di nuovi e più difficili da risolvere.
Non mi sento nè ignorante, nè cattiva, nè razzista perchè non lo sono.
Signora Angelina, mi dispiace che persone entusiaste come lei non condividano la voglia di pace.

Grazie Varesenews. Buona giornata a tutti sulla rete!

Lettera firmata

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