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È tornato lo schiavismo?

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29 gennaio 2010

Egr. Direttore,
è vero che le notizie quotidiane ci trasalgono come in un terremoto, ma una notizia deve farci riflettere seriamente ed è l’accusa di razzismo rivolta in queste settimane al nostro Governo da parte sia del Ministro degli esteri egiziano e sia dalle NAZIONE UNITE dopo i fatti di Rosarno. Ovviamente non è la prima volta che l’Italia si vede costretta a difendersi da queste accuse, ma è sotto gli occhi di tutti che le responsabilità dell’attuale governo sono gravissime: l’avvento della legge BOSSI-FINI sul problema della immigrazione non solo ha completamente fallito sul problema della sicurezza, ma ha ditta introdotto nel nostro Paese la schiavitù. E così centinaia di immigrati privati di una qualsiasi tutela giuridica vengono continuamente posti sotto il ricatto della malavita organizzata o da imprenditori senza scrupoli, costretti a lavorare in Italia e condizioni di semischiavitù pena la possibilità di essere espulsi. Non è ovviamente la popolazione di Rosario che può essere messa sotto accusa, tutt’altro. E’ questo governo che per meschini calcoli elettorali si rifiuta di prendere seriamente in considerazione il problema epocale della immigrazione, pensando di risolverlo solo con gli slogam – basti pensare che la parola d’ordine usata dalla LEGA si questa questione è RESPINGIMENTI – mai una volta che si introduca la parola INTEGRAZIONE E ACCOGLIENZA, lasciando questo compito solo alle associazioni di volontariato.
Certo, la responsabilità di questa situazione non è solo del governo, ma è responsabilità dell’insieme della società, Chiesa Cattolica compresa, che tolte poche lodevoli eccezioni, tante volte rinuncia a far sentire forte la sua voce, quasi per paura di non urtare la suscettibilità di coloro che governavano questo Paese. Un silenzio che troppe volte ha caratterizzato la storia del recente passato della chiesa cattolica come purtroppo avvenne sul fascismo, a cominciare da un Papa, Papa Pacelli, che non seppe levare alcuna voce contro la deportazione degli ebrei romani e che ora si tenta di santificare! Il silenzio, l’assefuazione, l’indifferenza sono gravi malattie di questa società che ci fanno perdere di vista i valori fondanti della comunità nella quale viviamo e che permettono il crescere nel corpo della società una sorta di malattia tumorale che alla fine non siamo più capaci di controllare. Anche allora chi avrebbe mai pensato che nazismo e fascismo, dopo l’emanazione dei decreti sulla difesa della razza avrebbero poi portato allo sterminio degli ebrei. Nessuno, nemmeno gli ebrei hanno pensato che si sarebbe arrivati a tanto sino alla Shoah. C’è una frase mi ha colpito in questi giorni ripresa in un opuscolo distribuito dal Corriere della Sera in occasione della Giornata della Memoria in cui si dice che tutto questo fu possibile “perchè l’indifferenza fu la reazione dominante”. L’indifferenza come grave malattia sociale.
Alla soglia del terzo millennio veniamo a scoprire che nel nostro Paese c’è un ritorno dello schiavismo e la Stato non punisce i persecutori ma bensì le vittime. E questo avviene nello stesso momento in cui nuove scoperte archeologiche ci dicono che 2500 anni a.c. i lavoratori che hanno costruito le piramidi in Egitto non erano schiavi ma bensì liberi artigiani: Ecco con la legge Bossi-Fini siamo tornati indietro di 5000 anni. Gli egiziani di allora erano una popolazione più civile della nostra !
Berlusconi oggi ha fatto una affermazione semplicemente inaudita: “meno immigrati significa meno criminalità”. Se questo non è xenofobia e razzismo allora che cosa è ?
Emilio Vanoni

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