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Eluana, una morte impedita dalla coscienza

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27 gennaio 2009

Cara VareseNews,
torno sull’argomento Englaro seguendo tuo ritorno sul tema.
Formigoni secondo me ha ragione, non si può chiedere allo Stato di togliere la vita, così come a ben pensarci non gli si può chiedere di darla.
C’è poi di più perché sento che la mia stessa vita non mi appartiene, che i miei figli non sono davvero miei, è del tutto evidente questo.
Sul caso Englaro ci stiamo fossilizzando sul come si può trovare il modo di non far soffrire più una famiglia disperata per una figlia che non è più quella di prima. Non so se esiste un modo, certamente la soluzione non può essere uccidere, e se lo fosse certamente affamare ed assetare non sarebbe un modo per togliere sofferenza.
Insomma non sono d’accordo: non si può morire in ospedale per fame e per sete.
Perché non la portano a casa? Non capisco. E’ loro impedito? Forse dalla coscienza, non dalla legge.

Antonio di Biase

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