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Enzimi e fermenti per il partito democratico

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13 settembre 2006

La vendemmia è cominciata e i profumi dei mosti inebriano campagne e cantine, testimoni di una fermentazione già in corso per le produzioni più precoci. Altri fermenti, non meno accattivanti, animano da mesi il dibattito intorno alla costituzione del Partito democratico. Il tema entusiasma i militanti, gli appassionati e preoccupa non poco i protagonisti, nel centrosinistra, della vita politica nazionale. Nel contempo, per gli stessi è motivo di speranza, tanto da restare saldamente al centro delle analisi, degli incontri e dei confronti politici che in questi giorni animano piazze, teatri e pagine dei giornali.

Tra accelerazioni e frenate, entusiasmi ed avvertimenti, dichiarazioni d’intenti (molte) e risvolti pratici (pochi), anche le prese di posizione dei leader non aiutano, certo, ad individuare un orizzonte definito per quel Partito democratico che, per larga parte del centrosinistra, rappresenta la risposta adeguata alla crisi di democrazia (testimoniata dalla massiccia affluenza alle primarie) e alla conseguente crisi del sistema partiti.

Così Veltroni parla di: “Momento storico per dar vita in Italia al Partito democratico, per dare una nuova dimensione anche alla sinistra e far sì che la libertà sia di tutti e non di pochi”. E mentre Rutelli e lo stesso D’Alema esortano: “Ad avere più coraggio. Ad osare di più e cogliere l’occasione per un cambiamento significativo”, Fassino preoccupato di non perdere pezzi alla sua sinistra, si guarda bene dall’indicare tempi o scadenze e butta la palla fuori, riportando il discorso sulla futura collocazione nelle organizzazioni sovranazionali.

In questo contesto si distingue l’azione pervicace dell’Associazione per il Partito democratico, sorta a Milano per iniziativa del suo Presidente Gregorio Gitti e di un gruppo di intellettuali e politici, tra cui spiccano i nomi di M. Salvati, Gad Lerner, S. Bragantini, R. Sarfatti, L. Frigoli, Chicco Crippa, P. Ranci e Deo Fogliazza, verso il preciso obiettivo di favorire, in tutti i modi, il processo costituente del futuro Partito democratico.

Una funzione “catalizzatrice” di questo processo che l’Associazione rivendica unitariamente e che intende perseguire fino in fondo, consapevole della responsabilità assunta e del risultato ambizioso che intende raggiungere. E la scelta del modello non è casuale. In chimica: “E’ chiamato catalizzatore un composto in grado di modificare la velocità di una reazione chimica senza esserne consumato alla fine della reazione stessa”. Il riferimento calza in maniera impeccabile. E’ interessante notare, inoltre, come la modifica è nella stragrande maggioranza dei casi un aumento di velocità, e l’effetto è tale da rendere possibili reazioni che in condizioni normali non procederebbero in maniera apprezzabile. I casi più eclatanti si hanno in biochimica, dove gli enzimi aumentano la velocità delle reazioni anche di 10 alla ventesima volte.

L’Associazione, quindi, può diventare “l’enzima” nel percorso evolutivo del Partito democratico, mettendo in atto tutte quelle iniziative che possano favorirne la realizzazione ed accelerarne la progressione. Per far questo sta dando vita alle sue declinazioni regionali, per federarle successivamente all’organo nazionale. Ma l’Associazione intende sforzarsi anche per provare ad essere “attrattore” di un elettorato attento alle dinamiche innovative della politica nazionale. Pertanto, nelle articolazioni metropolitane e circoscrizionali si potranno vagliare, di volta in volta, ipotesi di coinvolgimento diretto nei contesti politici locali, nelle alleanze civiche e nelle realtà amministrative prossime all’appuntamento elettorale.

Camminare al fianco dei partiti del centrosinistra per pungolarli e stimolarli unicamente verso il Pd è quanto l’Associazione si è prefissata di fare. Un’efficace azione complementare che nei fatti è già in atto e che necessita però di un ritorno a un vero contesto bipolare. Va in tal senso, infatti, l’iniziativa dell’Associazione di una petizione al Parlamento italiano, per affrontare il tema della revisione dell’attuale e sciagurata legge elettorale, prima che inizi la raccolta delle firme per un eventuale referendum abrogativo, e per la riforma relativa al riordino del sistema partiti. Il testo della stessa sarà presentato nella Convenzione nazionale che l’Apd terrà a Napoli il prossimo 23 settembre.

Un percorso ricco di insidie, che l’Associazione intende affrontare con determinazione, spirito di squadra e un pizzico di presunzione, sapendo che il postulato chimico segnala, tra l’altro, che: “Nel caso in cui un reagente si lega al catalizzatore in modo permanente, si parla di avvelenamento del catalizzatore, che perde così la sua efficacia”.

di Antonio V. Gelormini

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