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Eros Center? No, grazie!

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19 dicembre 2009

Signor Direttore,
periodicamente si riaccende il dibattito sulla prostituzione e la sua eventuale legalizzazione. Esponenti politici locali e nazionali vedono in ciò, evidentemente, una "facile" soluzione. Circa cinquant’anni fa la senatrice socialista Lina Merlin riusciva a far approvare, il 20 febbraio 1958, dal Parlamento italiano, la legge n. 75 dal titolo "Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui". Lo stesso governo italiano, sottoscrivendo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948) che faceva obbligo agli stati firmatari di reprimere la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione, si era impegnato in tal senso. La Merlin, nel 1955, assieme a Carla Voltolina, pubblicò un libro dal titolo "Lettere dalle case chiuse". Sono lettere spedite alla Merlin dalle sfortunate donne che vivevano nei bordelli italiani che descrivevano una esistenza di squallore e degrado. Esponenti politici di partiti che sostengono l’attuale governo, ma anche settori dell’opposizione, continuano a rilasciare dichiarazioni favorevoli all’apertura di "Quartieri a luci rosse" o "Eros Center".
La pensava diversamente Don Oreste Benzi che si è sempre risolutamente e coraggiosamente opposto ad ogni forma di legalizzazione della prostituzione, liberando con la sua meritoria ed esemplare opera tantissime persone da questa degradante schiavitù. Perchè di ciò normalmente si tratta. La passionaria "Bocca di rosa" della famosa canzone esiste solo nella fantasia di qualche nostalgico. La prostituzione non ha proprio nulla di romantico, ma è quasi sempre frutto di violenza, miseria e degrado. Don Benzi ripeteva spesso che: "Nessuna nasce prostituta, ma c’è sempre qualcuno che ce la fa diventare".Gli onorevoli Mazzoni e Volontè presentarono un progetto di legge, il 21 novembre 2007, n. 3267, alla Camera dei Deputati. Esso riprende alcuni punti e concetti della Proposta di Legge di iniziativa popolare, n.6, presentata il 2 gennaio 2004 promossa dalla Associazione Giovanni XXIII di Don Oreste Benzi. Il contenuto è il seguente: rimane vietato l’esercizio di case di prostituzione, in quanto già previsto dalla Merlin; viene introdotto il divieto di prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico, con sanzioni anche per i "clienti"; viene prevista una causa di non punibilità che esclude l’applicazione della sanzione nei confronti di chi dimostra di essere stato spinto a prostituirsi contro la sua volontà; si puniscono coloro che consapevolmente compiono atti sessuali con persone ridotte in schiavitù; sanzioni più severe se vi è coinvolgimento di minori; l’introduzione dell’ipotesi criminosa dell’associazione a delinquere; e soprattutto interventi che mirino alla prevenzione e al recupero delle persone che vogliono emanciparsi da una condizione che va contro la dignità umana. La testimonianza di Don Oreste Benzi quindi rimane un monito contro facili scorciatoie ed esemplare testimonianza di genuino impegno sociale.
Cordiali saluti

Glauco Santi

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