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Evasione fiscale, non diciamo falsità

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29 agosto 2011

Egregio direttore,
 
ho letto, oggi, la stupefacente intervista all’europarlamentare della Lega Nord Francesco
Speroni, il quale, dall’alto della sua cattedra, non esita ad affermare: “Sappiamo benissimo
che gli evasori fiscali stanno tutti giù al Sud”.
 
Mi pare un’analisi piuttosto comoda e semplicistica se si pensa che è stata elaborata
da un signore che percepisce svariate migliaia di euro al mese e che sicuramente può
disporre degli studi più aggiornati e seri per approfondire un triste fenomeno come quello
dell’evasione fiscale.
 
La CGIA di Mestre, ad esempio, a differenza dell’on. Speroni, sostiene che, in Italia, le
aree di evasione/elusione fiscale sono ben 4: l’economia sommersa; l’economia criminale;
l’evasione/elusione delle grandi imprese e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole
imprese.
 
Vediamo nel dettaglio queste 4 aree.
 
La prima, la più diffusa, riguarda l’economia sommersa: l’esercito di lavoratori in nero
è composto da circa 3 milioni di unità di lavoro standard, 2.300.000 delle quali sono
lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro.
 
La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che,
ormai, purtroppo, con buona pace dell’on. Speroni, hanno messo radici in tutto il Paese.
 
La terza è quella composta dalle grandi società di capitali (circa la metà delle 800.000
esistenti) che dichiarano per più anni redditi negativi o pari a zero.
 
La quarta è quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata
emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali.
 
In totale, in Italia, l’evasione fiscale ammonta alla cifra iperbolica di circa 275 miliardi di
euro.
 
L’on. Speroni, che, evidentemente, ama indossare gli occhiali dell’ideologia, forse non
se ne è accorto ma, proprio qualche giorno fa, la Guardia di Finanza ha scoperto una
maxievasione di 106 milioni di euro da parte della concia della valle del Chiampo, del
gruppo Mastrotto, con sede, non nel profondo Sud, ma ad Arzignano, in provincia di
Vicenza.
 
L’on. Speroni finge, altresì, di dimenticarsi, perché gli fa comodo, che una grossa
responsabilità del disastro italiano in tema di evasione/elusione è dovuto all’eccessivo
carico fiscale presente nel nostro Paese.
 
I dati della pressione fiscale in rapporto al prodotto interno lordo sono impietosi:
dimostrano, infatti, che, siamo passati dal 42,8% del 2007 (governo Prodi) al 46,6%
odierno (governo Berlusconi), destinato a salire ulteriormente al 47,7% nel 2012 e al
48,4% nel 2013. Non propriamente un bel risultato per un governo di centrodestra che
aveva messo la riduzione delle tasse al primo posto del suo programma!
 
C’è chi crede che, se la pressione fiscale diminuisse in tempi ragionevoli di 3-4 punti
 
percentuali, l’entità dell’evasione/elusione potrebbe ridursi di quasi la metà.
 
Sarebbe interessante sapere cosa pensa in merito l’on. Speroni. A patto che metta da
parte stereotipi e pregiudizi e non tenti di propinarci qualche altra storiella propagandistica.
 
Questo, infatti, con tante famiglie che non riescono più a tirare alla fine del mese, non è
più il tempo del gioco delle tre carte ma è quello della verità.
Fabrizio Mirabelli - Capogruppo PD Varese

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