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Evviva gli esami di riparazione!

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12 ottobre 2007

Egregi Signori,

Premetto che non ho mai votato per la Democrazia Cristiana, né per qualunque forza moderata o conservatrice esistita o esistente nel nostro Paese: questo per fugare ogni possibile equivoco in merito.
Da ex-studente ed ex-insegnante (anche se mai definitivamente abilitato) debbo dire che sono perfettamente d’accordo con il ministro Fioroni sulla reintroduzione degli esami di riparazione, non perché da attivo progressista sia
divenuto improvvisamente un reazionario conservatore, ma per il semplice fatto che, se un tempo gli esami di riparazioni venivano vissuti come (e, in effetti, spesso erano) eccessivamente punitivi e discriminatori (spesso e volentieri erano gli appartenenti alle famiglie ed ai ceti meno abbienti a farne le spese), oggi mi sembra che la scuola sia diventata il comodo parcheggio dove genitori e famiglie di qualunque ceto, sempre più disimpegnate ed attente solo ai propri bisogni ed interessi personali, lasciano i loro figli che, privati di ideali e modelli di riferimento, si lasciano andare come se fossero nel Paese di Bengodi (con conseguenze sovente imprevedibili e talune volte drammatiche, come del resto dimostrano molto spesso le cronache).
Del resto, se mai vi siano riuscite prima, attualmente le nostre scuole non riescono più a produrre persone che abbiano la minima cognizione (seppure teorica) di causa sul lavoro o l’attività che intendono intraprendere e prepararsi seriamente al proprio futuro (anche se, come ripetiamo, ciò non è solo ed esclusivamente colpa dei giovani), per cui
– volendoli ad affrontare seriamente lo studio, ma anche per indurre la scuola stessa a migliorare sé stessa – non vedo il motivo di sollevare obiezioni su qualcosa che di per sé può, invece, contribuire seriamente al vero e reale miglioramento non soltanto della scuola, ma dell’intera
società.

Sentitamente,

Enrico Emilitri

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