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Federalismo fiscale con cure e leader plurimi

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11 novembre 2012

Gentile direttore,
volendo si possono fare ”tesi” sviscerando cose banali, anche appassionando, ma non suffragando con troppe o fantasiose supposizioni; prescindendo dal fatto che raduno ed elaboro quello che si sente, più o meno chiaramente, dopo averci illuso che avrebbero instaurato un efficiente federalismo con riforme fiscali e di quant’altro, “come legati”, o ammanettati, non ne ha parlato più nessuno, o non certo così assiduamente mettendo la questione in primo piano, di cui a un dato punto sembrava di essere sempre in dirittura d’arrivo, con i promessi benefici che si sarebbero tratti, fra equità e modernizzazioni, o detassazioni almeno non gravando sul costo della vita. Le recenti disposizioni sulle nuove dislocazioni zonali provinciali potrebbero essere interpretate e applicate valorizzandole abolendo le regioni, da cui si sono perpetrati tanti svarioni, efficacemente controllando le gestioni monitorando finalmente in tempo reale, evitando uscite dai binari segnalando per tempo gli sbandamenti, incamerando e distribuendo i proventi senza arrivare a crolli, o pericoli di fallimenti, ad ogni paese restando confini e limiti di incancellabili tradizioni.

Il tutto alla luce dei risultati ottenuti da purtroppo vecchie ma ancora attuali procedure, perché i tempi sono cambiati nel bene e nel male, mentre anche le ventilate secessioni alimentano ulteriori sgranamenti, o disgreganti recessioni; quindi le cure sarebbero “plurime e concomitanti”, racchiuse in revisioni drastiche dei sistemi in vari livelli, o settori, di apparati burocratici, forse “prima” indiscutibili ma ora nessuno escluso. A proposito perché non eleggere “più leader in uno stesso partito” cominciando da costruttivi dialoghi interni allargati e non utopicamente preclusi a priori, la ricerca di stimoli in punti fermi di raccordo, ottimizzando di conseguenza lo scontro esterno fra le varie opposizioni, o fazioni, incentivando partecipazioni e adesioni ad ampie fasce di pensiero, permettendo di valutare le forze in campo sulla base di vere considerazioni, soprattutto “senza imporre univoci modelli di cervello” di cui si sa che “ogni testa è un piccolo mondo”, a volte semmai però più facilmente adattabile, o modellabile, seguendo naturali logiche e ragionamenti, aumentando le fonti e migliorando i confronti; “del doman” avendo poi normalmente maggiori o complete certezze, “non obbligando gli elettori a confluire” dirottando rappresentative intenzioni, con delusioni in partenza causa di astensioni, ma bensì così accontentandoli, prendendo atto di “motivate minime” differenze, diverse simpatie, o sfaccettature, visto che nonostante le buone volontà le prove di fiducia in merito sono scadute.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

P.S. o f.to, che dir si voglia: uno qualunque come capita indotto a pensare, in questo caso esternando per fare mente locale si spera utile a dare risposte a quesiti spontanei, tanto dibattuti quanto importanti, cercando semplicemente di andare oltre, o più avanti, di cui è ora di finirla di aver paura a parlare, subire disorientamenti, o automaticamente incupirsi, affrontando certi argomenti scottanti anche per altrettanto ustionanti irrigidimenti, accusati sulla pelle di tutti quanti. 

Valter Abele Zaccuri

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