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Fiat e aiuti di Stato

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27 gennaio 2009

Egregio Direttore, la storia si ripete, i vertici di FIAT, compresi i dirigenti, amministratori, gli azionisti, hanno intascato negli ultimi tre anni, quattrini derivanti da un successo commerciale di alcuni modelli e per un andamento positivo della domanda di automobili, ora che la domanda è calata, chiedono ai cittadini italiani di pagare le
perdite. Hanno minacciato 60.000 licenziamenti, la cassa integrazione è operativa e speriamo di non doverci accollare anche la mobilità e prepensionamenti dei lavoratori.
Inoltre un dirigente ha lasciato ed è andato a lavorare per la concorrenza, mentre l’amministratore delegato chiede a gran voce aiuti di stato (noi).
Non capisco allora quali doti o capacità debba avere un dirigente se quando la società guadagna è merito suo quando perde e colpa degli altri.
Voglio ricordare che tra il 2005 e il 2007 la Fiat ha avviato la produzione della nuova 500 in Polonia, ed avrebbe aperto un’altra fabbrica in Iran.
In pratica i cittadini italiani aiutano la FIAT nei momenti di “difficoltà” dell’azienda e la FIAT intasca e porta il lavoro all’estero.
Grazie dell’attenzione

Felice Ferrazza - Gallarate

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