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Finanziaria e fiducia

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17 dicembre 2009

Egr. direttore,
scrivendo “27 a 27” sapevo di dire qualcosa che troppi ignoravano, o facevano finta di non sapere, visto che i fatti sono evidenti. Adesso vorrei precisare il mio pensiero.
Premesse:
Il compito del Governo, per me, è quello di governare, dirigere, il Paese; per altri è evidentemente quello di sopravvivere e continuare a mantenere il Potere.
La maggioranza può essere risicata o netta. Non definirei quella attuale “bulgara” come se fosse una colpa e non un merito aver avuto un grande consenso elettorale.
La questione di fiducia viene posta dal governo su una legge quando la ritiene fondamentale per la propria azione politica e così fa dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica.
La legge finanziaria regola la vita economica del Paese per un anno, dopo l’approvazione da parte del Parlamento. Indubbiamente è un provvedimento fondamentale visto che vincola l’attività di governo.
In conclusione mi sembra che sia Prodi che Berlusconi abbiano usato il voto di fiducia in modo legalmente lecito. Moralmente la questione è diversa.
Berlusconi ha una maggioranza sufficiente a far passare la finanziaria esattamente come la vuole. Pone la fiducia sia perché il provvedimento è fondamentale per il governo, sia per evitare discussioni inutili ( la finanziaria giace in Parlamento da tre mesi e se ne è parlato abbastanza ), sia, e soprattutto, per evitare il rischio di doverla votare di nuovo nel caso ci fosse qualche “distrazione” della maggioranza e passasse un testo leggermente diverso fra Camera e Senato, cosa grave perché si andrebbe all’esercizio provvisorio.
Prodi invece la ha usata come stampella per far durare la maggioranza qualche mese in più e mantenersi così più a lungo sulla sua adorata cadrega.
Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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