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Fondazione Culturale

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21 settembre 2006

Egregio Direttore, il primo incontro chiarificatore fra i vertici della Fondazione culturale gallaratese, l’assessore Fassa e i rappresentanti delle associazioni cittadine è senz’altro servito per chiarire alcuni dubbi.

Ora sappiamo che la Fondazione non si occuperà della Biblioteca Civica né della Galleria d’Arte e curerà prioritariamente la gestione dei due teatri comunali. Un impegno comunque notevole considerando la necessità di un contributo da parte del municipio di circa 500.000 euro, un miliardo di lire all’anno comprese le spese di gestione degli immobili, per l’utilizzo di queste due strutture.

Il giudizio sulla compatibilità di questa spesa con le diverse esigenze della città di Gallarate spetta alle forze politiche. Anche in considerazione del gravoso impegno economico noi pensiamo che convenga, in ogni caso, che la Fondazione si concentri sul difficile compito della gestione dei due teatri comunali restituendo alla responsabilità dell’Assessore il coordinamento e l’organizzazione di tutte le iniziative non connesse all’utilizzo di queste due strutture.

La possibile conflittualità fra i quattro diversi teatri cittadini può essere risolta, secondo i tecnici della Fondazione, facendo convergere sulla nostra città un vasto pubblico regionale. Questo compito è però oggi reso molto più arduo dalla mancanza di una grande sala (quale avrebbe potuto essere quella del Teatro Condominio con una diversa ristrutturazione) in grado di attirare i grandi spettacoli ammortizzandone i costi con la vendita di un adeguato numero di biglietti. E’ quindi fondato il timore di una reciproca sottrazione di spettatori fra i diversi teatri gallaratesi, oggi costretti a programmazioni del medesimo livello.

Le sole rappresentazioni della Fondazione mettono a disposizione a Gallarate, complessivamente, 40.000 posti a teatro che dovranno essere utilizzati da spettatori paganti. Non sarà facile trovarli. La soluzione in prospettiva, dopo l’ormai inevitabile stagione di verifica e con il rischio di deficit economici sia per il teatro pubblico che per quello privato, potrebbe forse essere quella di riversare nella struttura comunale l’esperienza e la capacità dello staff responsabile del Teatro delle Arti.

Occorre in ogni caso mettere ordine in questa situazione non ancora definita. Per uscirne con proposte coordinate, condivise e concretamente operative è necessario che venga al più presto rimessa in attività la Consulta Culturale come momento di incontro fra le diverse realtà cittadine e come interlocutore dell’Assessore alla partita.

La Fondazione Culturale, oggi egregiamente gestita da un capace uomo di garanzia qual è il dott. Lainati, deve in ogni caso uscire al più presto dalle vischiosità derivanti dal peccato originale della lottizzazione. Dovrà quindi aprirsi al contributo delle specifiche competenze e capacità esistenti a Gallarate in modo da inserire senza traumi la gestione delle strutture teatrali comunali in un quadro coordinato con le altre realtà e compatibile con le disponibilità e le esigenze cittadine.

Il Presidente della Fondazione ha paragonato, nel suo intervento, la città di Gallarate a una persona che abbia voluto regalarsi una Ferrari e che ora deve necessariamente pagare il costo del carburante per farla funzionare. Gli ha replicato l’assessore Fassa, dall’altra parte, ricordandogli che se la macchina non raggiungerà la meta stabilita sarà necessario sostituire i guidatori.

Restando nella metafora converrà forse ora ricordare anche all’Assessore che, senza interventi appropriati, potrebbe essere proprio la macchina voluta dall’amministrazione comunale a rivelarsi sproporzionata, o difettosa o comunque inadatta al percorso.

Occorrerebbero, in questo caso, altre doverose assunzioni di responsabilità.

Angelo Bruno Protasoni - Associazione Maziniana Italiana Gallarate

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