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Fondo alle scuole paritarie, una polemica impropria

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22 novembre 2012

Caro direttore,
dopo l’approvazione dell’emendamento che ripristina il fondo statale per le scuole paritarie (223 milioni) è partita da parte di alcuni una polemica che giudico in buona parte impropria e fuorviante, che contrappone questi fondi (già presenti da anni nel bilancio statale) ai tagli nella scuola pubblica.
Su questo punto vorrei esprimere un parere ragionato, basato sull’esperienza diretta di molti anni amministrazione comunale.
Parlo del mio Comune, Sesto Calende, che con le Giunte di sinistra degli anni ’80 ha stabilito il principio (poi mantenuto col centrosinistra) che fosse utile e conveniente per tutti sostenere, con un (peraltro modesto) contributo pubblico, le scuole materne private che INSIEME alle statali garantiscono la copertura al 100% la domanda di scolarità in quella fascia di età (da 3 a 5 anni) che altrimenti non verrebbe interamente soddisfatta. Va detto che alle materne statali il Comune garantisce aule attrezzate, spazi di gioco, mensa e personale di cucina.
Non trovo per nulla scandaloso che lo Stato faccia scelte analoghe verso le scuole presenti diffusamente in molte regioni d’Italia a integrazione e non in concorrenza col le scuole pubbliche. Tra l’altro non si tratta di un ‘regalo’, ma della conferma dei fondi del 2011, che consentono a molte scuole di non chiudere (1). E’ facile immaginare in tempi di crisi quali sarebbero, in tanti comuni, le conseguenze della chiusura di queste scuole o l’aumento indiscriminato delle rette, in conseguenza della cancellazione del fondo. Basta vedere cosa succede già ora negli asili nido comunali anche in questa provincia ‘cosiddetta ricca’.
 
Nessuna scelta ideologica dunque, e nessuno tradimento dei principi: non a caso chi ha proposto l’emendamento è una Sindaca di un Comune, Roncade (TV), di medie dimensioni, non una lobbista di diplomifici o di scuole per ricchi.
 
Può darsi che questa lettera e questo punto di vista possano suscitare altre discussioni polemiche. Ben venga. Se ciò sarà costruttivo e utile a fare maggiore chiarezza su un tema importante come l’educazione dell’infanzia, ne varrà la pena.
 
saluti cordiali

Roberto Caielli

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