Ricerca

» Invia una lettera

“Forse esiste una soluzione per i pazienti in attesa al pronto soccorso”

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

4 novembre 2012

Caro direttore
Le circostanze della vita mi hanno portato, a distanza di poco più di un mese, a vivere 2 volte la realtà del pronto soccorso all’Ospedale di Circolo di Varese. Una realtà di grande fermento, dove ci si impegna quotidianamente a lenire la sofferenza in un mare di problemi tutt’altro che facili da risolvere. Voglio sottoporre al nuovo Direttore Generale quello che mi è parso il più evidente, il più urgente da risolvere. Ebbene, ormai è noto che nella nuova struttura ospedaliera i posti letti scarseggiano e questo costituisce un gravissimo problema in presenza di importanti cambiamenti socio-demografici, quali il progressivo invecchiamento della popolazione con conseguente innalzamento delle malattie cronico-degenerative che porta con sé un aumento della domanda di servizi per il loro trattamento. Di riflesso ne risente il pronto soccorso dove quotidianamente, in un paio di ambienti stazionano nei loro letti-barelle, per almeno un giorno e una notte, circa 25 pazienti in attesa che si liberi un posto per il ricovero nei vari reparti. Una tenda verde separa un paziente dall’altro ad una distanza davvero minima poiché il ristretto spazio della postazione di fortuna così ricavata fa si che, se si introduce a malapena un familiare del ricoverato a fianco del letto, il paziente accanto non dispone di altri spazi. Quando, per ragioni di servizio, le tende vengono tolte, si ha ancor più cognizione di come la situazione sia davvero insostenibile, tanto più che i degenti in attesa di ricovero sono soprattutto anziani! Si tratta di un’emergenza nell’emergenza: trascorrere almeno 24 ore in quelle condizioni è davvero difficile, senza un minimo di privacy in un andirivieni di personale che presta le cure e di parenti che, spaesati e in difficoltà, sono alla ricerca del proprio caro e di informazioni.
Ho cercato di documentarmi sulle possibili soluzioni. Pare ne esista una sola, tenuto conto della carenza cronica dei posti letto, ed è legata al momento delle dimissioni dei pazienti ricoverati nei vari reparti ospedalieri. Mi spiego: le dimissioni avvengono normalmente di pomeriggio e non di mattina. Mi è stato riferito che i familiari preferiscono riportare a casa i pazienti dimissionari nel pomeriggio o dopo l’orario di lavoro. Tale situazione fa si che le camere si rendano disponibili dal giorno successivo e da qui nasce la necessità di tenere “parcheggiati” in pronto soccorso almeno per una giornata i malati in attesa di ricovero. Mi è stato anche riferito, da un interlocutore privilegiato, che si potrebbe ovviare alla situazione, certo complessa, con un modello organizzativo pensato nel mondo anglosassone : la cosiddetta “recharge room”, ossia un’area specifica comune, gestita per le dimissioni, dove i pazienti in grado potrebbero essere aggregati e sistemati su comode poltrone con l’assistenza di adeguate figure professionali. Credo sia necessario avviare tale sperimentazione, così come è indispensabile la creazione di una struttura operativa per pazienti post-acuti. Lo standard assistenziale del nostro Ospedale di Circolo deve restare elevato e deve continuare a rimanere punto di orgoglio per la nostra città.

Ambrogina Zanzi

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.