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Fusioni, decidano i consigli comunali

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4 dicembre 2013

Egregio direttore
Si è svolto, nel weekend scorso,il referendum che interessava alcuni comuni della nostra provincia.Il risultato che ne è scaturito è ora tema di dibattito, sia tra i promotori del si che tra i sostenitori del no e sia tra i cittadini di entrambe le fazioni in questione.Ma facciamo un po’ di chiarezza; innanzi tutto sull’esito del voto: al nord della provincia la fusione tra Veddasca,Pino
Lago maggiore e Maccagno pare cosa fatta, il Si ha prevalso,pur non essendoci stata un’alta affluenza al voto la popolazione ha detto si in tutte e tre le compagini.Risultato alquanto incerto invece nell’altra consultazione che comprendeva i comuni di Grantola, Mesenzana, Cassano Valcuvia, Ferrera di Varese,
Masciago Primo. Due comuni, Grantola e Masciago, si sono espressi per il si,
mentre a Mesenzane, Cassano e Ferrera hanno prevalso i no.Ora, se nella prima ipotesi di fusione non vi è alcun dubbio sulla sorte dei tra comuni coinvolti, nella seconda si aprono diverse culture di pensiero. La piu’ logica che viene espressa dai cittadini che hanno visto prevalere i no è quella che non si andrà a fusione. Ma qui il pensiero si dovrebbe quantomeno spostare su due aspetti
che secondo me non vanno tralasciati. Primo il regolamento della legge regionale che regolamenta il referendum: i risultati del referendum consultivo verranno valutati sia nel complessivo che nelle singole compagini, cioè si darà una valutazione non solo nei comuni interessati ma nell’intero risultato (poi si valuterà,penso ,anche il risultato dell’intera regione). Secondo aspetto e, a
mio avviso, il piu’ importante, è quello dell’affluenza al voto. Il dato dell’assenteismo è spaventoso, solo il 36% degli aventi diritto al voto si sono recati ad esprimere il proprio assenso/dissenso. Questo vuole dire che quasi due terzi della popolazione non si è espressa. Ora, se è vero che il referendum era solo consultivo, la regione dovrà fare chiarezza e soprattutto, secondo me, ridare alla vera rappresentanza popolare realmente e tuttora valida e cioè i consigli comunali, la parola. In poche parole se è vero che la proposta di fusione dei comuni scaturita dai consigli al’unanimità e sottoposta ai cittadini non è stata cosi ascoltata, è vero anche che la rappresentatività dei cittadini è garantita dalle persone che formano il consiglio comunale. Resta pero’ l’amaro boccone da digerire;quello che non vede l’attaccamento alle istituzioni da parte di due terzi appunto della popolazione. Il futuro delle nostre generazioni non puo’ essere deciso solo da poche personee, per quanto mi riguarda, credo che i consigli comunali sono e devono restare gli organi che prendono le decisioni importanti. Si, perchè in un paese veramente democratico, si accetta senza se e senza ma quello che,i nostri rappresentanti, da noi eletti, decidono.

Giancarlo Clarà

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