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Fusioni di comuni, “gli amministratori operino per il bene della collettività”

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24 maggio 2013

marco magriniEgregio Direttore,
in risposta alla lettera del Vice Sindaco di Rancio Valcuvia, Simone Castoldi vorrei fare alcune precisazioni rispetto all’ipotesi di fusione dei Comuni dell’alta Valcuvia in quanto mi reputo, quale Sindaco di Cassano Valcuvia (nella foto, Marco Magrini), uno dei sostenitori dell’iniziativa che è in fase di valutazione da parte di altri Comuni.
Fusioni, unioni e convenzioni tra Comuni prospettano tre scenari diversi anche se accomunati dal comune obiettivo di assicurare l’efficienza dei servizi. E’ complesso in questa sede sintetizzare le singole differenze ed invito quindi chi volesse approfondire la questione a voler visionare sul sito del Comune di Cassano Valcuvia lo studio di fattibilità realizzato dall’Istituto di ricerca Eupolis Lombardia.
La fusione tra comuni è, tra le soluzioni indicate da Governo e Regione, quella che permette di conseguire immediate, concrete e rilevanti economie gestionali. E’ evidente che creare un unico Comune – di oltre 3.000 abitanti, in luogo di più Comuni con qualche centinaio – garantisce una razionalizzazione delle spese di gestione e di funzionamento, nonché un’ottimizzazione delle risorse umane a disposizione che potranno così essere riqualificate e messe nelle condizioni di garantire servizi qualitativamente migliori. Il tutto alla luce della duplice necessità, ormai non più dilazionabile, del contenimento della spesa pubblica e del contestuale mantenimento dei servizi al cittadino, che è, e rimarrà, un obiettivo imprescindibile ed indispensabile per poter affrontare il futuro. Al contrario, con le Unioni di Comuni e, ancor meno, con le convenzioni, non è possibile assicurare gli stessi risultati nel breve periodo e in maniera sostenibile e consolidata, seppure entrambe rappresentino sistemi del tutto legittimi per fornire servizi ai cittadini.
Quanto esposto finora si basa su riscontri oggettivi ed è stato argomento di svariate discussioni tra Amministratori. Perseguire ipotetiche strade tese solamente a garantire il mantenimento dell’identità comunale, che non è comunque messa a rischio dal punto di vista storico e culturale, a mio avviso parte da valutazioni “sentimentali” che non rispondono ai bisogni dei cittadini: efficienza nei servizi e investimenti per lo sviluppo del territorio.
Nel nostro ruolo di Amministratori locali siamo tenuti, responsabilmente e per dovere di mandato, a valutare ogni situazione ed ogni ipotesi che possa migliorare la qualità della vita della nostra popolazione senza particolarismi, sentimentalismi o prese di posizione ingiustificate. La popolazione ci ha affidato un compito: quello di amministrare il Comune perseguendo ogni strada possibile per migliorare laddove possibile i servizi indispensabili e le infrastrutture; nostro dovere è quello di valutare nel dettaglio le diverse priorità e approfondire le diverse problematiche per poi fornire alla cittadinanza una visione completa ed oggettiva dei diversi scenari. Arroccarsi preventivamente su qualunque posizione rischia di essere, alla luce dei fatti, una scelta errata per la nostra gente e per coloro che verranno dopo. Nessuna fretta, quindi, ma voglio ricordare che entro la fine del 2013 è necessario fare delle scelte importanti e determinanti per il futuro. Aggiungo che per i Comuni con una popolazione che si aggira intorno ai 1000 abitanti la fusione potrebbe, a breve, non essere più un percorso volontario, condiviso, ed autogestito, bensì un obbligo imposto dall’alto.
Colgo quindi l’occasione per invitare il Vice Sindaco di Rancio Valcuvia, i componenti del Consiglio Comunale, ma anche tutti gli interessati a partecipare all’incontro aperto a tutti che si terrà questa sera, venerdì, 24 maggio 2013, alle ore 21.00 al Teatro Comunale di Cassano Valcuvia, auspicando che per questa occasione non si evidenzino altri impegni istituzionali “all’ultimo minuto”. La serata sarà uno dei momenti per approfondire in maniera costruttiva, propositiva e trasparente la questione fusioni, unioni e convenzioni di Comuni e offrirà l’opportunità per trattare anche altre problematiche del territorio.

Marco Magrini

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