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Garibaldi, la battaglia di Biumo e la Resistenza

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10 aprile 2009

Signor Direttore,
mi unisco allo sconcerto di quei lettori che nelle scorse settimane hanno trovato incredibile l’idea di non celebrare la storica battaglia di Biumo.
Sconcerto che si ripresenta di fronte alla notizia che deve deliberare la Giunta sulla questione. Ma dai…….
Garibaldi, i Cacciatori delle Alpi ed i volontari varesini (quelli che disarmarono la guarnigione austriaca ben prima dell’arrivo di Garibaldi in città) volevano la cacciata dei "tugnit", poichè questi ci consideravano non parte del regno austro-ungarico ma solo sudditi da spremere ed a cui non lasciare nulla (comprese le libertà di parola e di stampa).
Il gesto di cacciare i soldati austriaci e di accogliere con gioia i Cacciatori della Alpi costò a Varese il bombardamento della città per rappresaglia, effettuato dai croati quel Generale austriaco, Giulay, il cui nome sarebbe stato usato per generazioni dai vecchi lombardi, per definire che si comportavano da vigliacchi (unitamente a quello di croato).
Ed il Comune vorrebbe non ricordare quegli eventi?
Quei combattenti sono moralmente affratellati ai soldati e civili (anche delle valli varesine) che, primi nell’Italia del Nord, affrontarono con le armi i tedeschi ed i fascisti sul Monte San Martino nel 1943.
Se il Comune di Varese non ricordasse i suoi caduti per la libertà dal giogo straniero, sarebbe davvero solo un atto di "bestialità" politica.
Se la parola libertà, pronunciata e scritta in mille e mille occasioni dalla Lega Nord, ha un senso davvero per gli esponenti di questo partito allora non ci si può esimere dal celebrare coloro che in nome della libertà sono hanno combattuto ed hanno talora compiuto l’estremo sacrificio della vita.
Che poi la storia del nostro paese non sia andata come volevano quei patrioti ma (ben lo sanno coloro che hanno dimestichezza con la vita del Generale) anche come voleva lo stesso Garibaldi, questa è un altra cosa e nulla dovrebbe avere a che vedere con la dignità del ricordo e della memoria verso un evento così rilevante nella storia di Varese.
Del resto, anche gli Assessori di AN non vanno entusiasti alle celebrazioni del 25 Aprile, ma ci vanno, non fosse altro per dovere istituzionale.

Angelo Basilico

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