Ricerca

» Invia una lettera

Giovani allo sbando, giovani “persi”, ma gli adulti dove sono?

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Caricando...Caricando...

29 aprile 2009

Reagendo, con sgomento, all’omicidio di Dean (e con un pensiero rivolto all’amico Carlo Chiodi).

Come costretti a vedere spezzoni di un film dell’orrore…
Impietriti, inorriditi, senza parole alla notizia! Qui, a Varese, un fatto terribile…
Due ragazzi, Andrea a Jacopo, poco più che maggiorenni hanno ucciso barbaramente Dean, un loro “amico”, occultandone poi il corpo nel giardino di casa di uno dei due.
Movente: quasi certamente una questione di soldi (pochi o tanti, non fa differenza), sporchi di droga, due ragazzi forse “strafatti” di quella maledetta droga che uccide tanti di loro, in vari modi, privandoli di ragione e sentimenti, di libertà vera, di affezione vera, di voglia di vivere.
Ma, poi, senti ex compagni di classe e altri amici, gente “pulita” in tutti i sensi, che ti dice che l’uno era “bravo”, l’altro era “buono”. E non puoi non crederci, lo leggi in faccia ai quei ragazzi e a quelle ragazze che dicono la verità: “Dean era venuto a casa mia diverse volte”, “Jacopo aveva preso la patente con me, era un tipo simpatico e gentile, dal cuore davvero buono”.
Eppure è successo! E con quale efferatezza!
Troppo facile, troppo comodo però pensare ad un momento di follia, così come ad un’assoluta, lucida volontà di male. Più lealmente occorre riconoscere che i conti non tornano.
Non si nasce spacciatori, tanto meno si nasce assassini.
Cos’è accaduto ad Andrea e a Jacopo? allo stesso povero Dean?
Quando si sono persi?
Quando e come è successo che le loro giovani vite venissero lentamente avvolte dalle spire di un serpente mostruoso?
Come e quando hanno perduto di vista quel “positivo” che di certo avevano visto tante volte, e forse non solo “da piccoli”?
Possibile che nessun adulto, fra quelli che sicuramente hanno frequentato, si sia accorto della noia, che li stava mortalmente attanagliando, dei falsi, diabolici ideali che stavano privando di senso e di gusto le loro giornate?
Possibile che nessun adulto si sia accorto dei “giri” pericolosi in cui stavano entrando, in cui erano già entrati?
Possibile che nessun adulto abbia avuto il coraggio di guardali negli occhi e di “sfidarli”?
Possibile che nessun adulto sia stato in grado di offrire loro un’alternativa, fare loro una proposta, semplicemente umana, che valorizzasse il “buono” che non poteva non esserci anche in loro, pur se frammisto ad un malessere crescente? pur se impastato col male? (ma c’è forse un solo uomo interamente “buono”, o interamente “cattivo”?).
Certo, resta la possibilità di dire no, dei ragazzi e nostra, la possibilità di rifiutare. Si chiama libertà. Ma anche la libertà è qualcosa che va educato, se non vuole correre il rischio di dissipare sé e la vita stessa.
Non si può rispondere alla drammatica questione di fondo – come evitare che fatti tanto orribili si ripetano – nel modo con cui ha fatto il ministro Maroni, che pur è persona intelligente: la soluzione non può essere trovata aumentando i volontari (leggi “ronde”) per le nostre strade.
Occorrono degli uomini, degli adulti, degli educatori che sfidino il fascino della “scimmia” perversa e spietata che si attacca ai corpi e alle anime dei nostri figli.
Oltre lo sgomento, oltre la pietà, oltre la preghiera a Dio per Dean e anche per i suoi due giovani assassini, rimane il senso di qualcosa di non fatto, di non tentato, come di un’omissione…
Dietro tanta drammatica e allucinante tristezza, rimane la speranza di adulti capaci di uno sguardo interamente umano, pieno di determinazione e di tenerezza, uomini impegnati nel tentativo di creare luoghi “più umani”, dentro i quali un ragazzo possa non perdersi, possa non morire in quel modo a 17 anni, luoghi che possano offrire, nel tempo, un possibilità persino a chi ha così terribilmente sbagliato.
L’amico Carlo Chiodi, recentemente e prematuramnete scomparso, è stato un uomo con questa statura morale, un cristiano vero, e dunque un uomo vero, impegnato con la vita, perché innamorato della vita, e perciò capace di guardarne con simpatia ogni aspetto, specialmente ogni ragazzo.
 
Marco Pippione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.