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Gli effetti collaterali delle rotatorie

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25 ottobre 2007

Egregio Direttore,

in questi ultimi anni la città di Gallarate si sta riempiendo di “rotatorie” per snellire il traffico dei veicoli.
Il risultato positivo, in questo senso, è indubbio.
Ma in cambio ci sono molti effetti collaterali pesanti e, in alcuni casi, assolutamente intollerabili.

Queste rotonde, innanzitutto, “attirano il traffico” permettendo una marcia senza fermate: determinano quindi un aumento dell’inquinamento nelle strade cittadine che sono chiuse da quinte di case e che sono quindi più soggette a trattenere gli inquinanti atmosferici. Ciò accade, soprattutto, là dove manca una adeguata cortina di verde e di alberi.
Le rotatorie, d’altra parte, favoriscono una maggiore velocità con conseguente aumento della possibilità di incidenti e con maggiori danni nel caso in cui avvengano.
Ma le rotonde, soprattutto, costituiscono un grave pericolo per i ciclisti che sono purtroppo facilmente vittime di incidenti in caso di attraversamento o, peggio, di svolta a sinistra.

Le rotatorie stesse impediscono poi, di fatto, l’attraversamento alle persone più anziane o impedite nei movimenti e che non hanno quindi la necessaria prontezza e rapidità nel muoversi.
I bambini infine, senza la protezione di un impianto semaforico, risultano purtroppo i più soggetti ad essere investiti dagli automezzi.
Le “rotonde”, quindi, non solo determinano pesanti divisioni nel territorio cittadino creando barriere che impediscono una corretta fruibilità del territorio da parte dei cittadini ma sono causa di incidenti spesso gravi proprio a causa della maggiore velocità dei veicoli.
In conclusione, sono senz’altro un’ottima soluzione per le zone extra-urbane e dovunque esistano piste ciclabili o passaggi pedonali protetti. Ma sono un’incongruenza nel centro abitato.

Non esistono solo, su questo argomento, i pareri assolutamente concordi di tutti gli urbanisti: sono purtroppo gli incidenti, anche mortali, a ricordarcelo con impressionante ciclicità.
E qualcuno dovrebbe sentirli sulla coscienza.
Un cordiale saluto

Marco Giuliani - Gallarate

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