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Gli ex campioni della “tolleranza zero”

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11 aprile 2011

Caro direttore,

vorrei proporre ai nostri lettori la rilettura alcune dichiarazioni di uomini politici rilasciate a distanza di pochissimi giorni, sull’emergenza immigrati a Lampedusa.

1. Esiste una fazione, che sinceramente credo minoritaria, di persone che non danno soluzioni alternative concrete, ma continuano a sostenere la tesi buonista dell’accoglienza. (Presidente Provincia di Varese)

2. In Veneto non c’è posto per nessuno. (Sindaco di Treviso)

3. ll leader del Carroccio si dice favorevole ai permessi temporanei per gli immigrati e spiega: ”Vuol dire che vanno in Francia e in Germania” ( Umberto Bossi – ANSA)

4. Il popolo non capisce. Questi sono tutti clandestini e la battaglia della Lega è sempre stata ‘fuori dalle balle i clandestini’… questa paccottiglia di delinquenti che rapinano strade intere, case dappertutto’. Così apriamo le porte a questi pseudo-profughi, c’è troppo buonismo, troppa tolleranza. La Lega non è questa…bisogna adoperare il pugno di ferro…" (ex Sindaco di Treviso)

5. È stato un incontro deludente e la linea passata è quella che l’Italia deve fare da sola. La riunione si è conclusa con un documento che non prevede alcuna misura concreta… a noi, in questa situazione di grave emergenza, ci è stato detto "cara Italia, sono affari tuoi e devi fare da sola". (Ministro dell’Interno)

Giusto prendersela con l’egoismo dell’Europa, giusto criticare la Francia dell’ex amico (e modello di “cattivismo”) Sarkosy, tutto giusto. Ma a nessuno viene il dubbio che la Lega abbia cavalcato a lungo una tigre che ora non controlla più?

Adesso che l’accusa di ipocrisa ai buonisti non si può lanciare, perché colpirebbe se stessi, i nostri ex campioni della “tolleranza zero” capiranno che su problemi come questi non si deve più speculare?

Saluti cordiali

Roberto Caielli

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