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Gli sciacalli di Israele

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9 gennaio 2009

Egregio Direttore,
l’aberrante “ricostruzione storica” e la conseguente “analisi politica” effettute dal signor Ruggiero in merito alla costituzione e alla situazione dello Stato di Israele dimostrano purtroppo, se ce ne fosse ancora bisogno, il palese tentativo – che accomuna le estremità di destra e sinistra – di delegittimare l’esistenza stessa di questa nazione.
E così i rigurgiti dell’antisemitismo riappaiono ancora una volta.
Vana sarebbe, in questa sede, una replica – necessariamente troppo lunga – fondata su fatti storici che sono ormai assodati e riconosciuti dalla comunità internazionale e dall’ONU.
Ogni volta c’è chi cerca di farci tornare indietro con le proprie ricostruzioni, dimenticando i punti di accordo faticosamente raggiunti dopo anni di guerre, trattative e discussioni.
Ma così non si costruisce niente e si alimenta solo odio.
Molto più utile e costruttivo può essere, da parte di spiriti liberi animati dalla sincera volontà di risolvere i problemi, un ragionamento che parta realisticamente dagli ultimi accordi sottoscritti, che ne analizzi i limiti e le violazioni, che valuti le evidenti tensioni internazionali che si stanno scaricando in questa regione e che colpiscono due popolazioni, quella israeliana come quella palestinese, che ne sono entrambe vittime.
E’ quello che si sta faticosamente cercando di fare a livello europeo.
In questa direzione noi dobbiamo cercare di unire gli sforzi e le iniziative, liberandoci dagli sciacalli che banchettano su questo dramma e che tentano invece di riproporre pregiudizi idologici che vanno cinicamente a pesare su persone che da decenni vivono sulla loro pelle il dramma della guerra, in Israele come in Palestina.
Due popoli, due nazioni, due democrazie: fino a che mancherà anche uno solo di questi elementi non ci potrà essere pace in questa area.
Il popolo istraeliano ha tutto l’interesse ad avere ai propri confini degli Stati democratici: la comunità internazionale, anche con l’impegno di ciascuno di noi, deve garantire il rispetto di condizioni di libertà, sicurezza e possibilità di vita decente per tutti gli abitanti nei due paesi.
L’impegno dei nostri soldati in Libano, voluto dal governo Prodi con l’appoggio dell’opposizione più responsabile, ha dimostrato per lungo tempo che un aiuto reale può essere dato anche dal nostro paese.
E’ questa la strada che dobbiamo seguire, isolando – anche in questa sede – le frange che cercano spazio e visibilità giocando cinicamente sulla pelle delle vittime di questa guerra.
Angelo Bruno Protasoni
Associazione Mazziniana Italiana
Sezione Giuseppe Tramarollo – Gallarate

Angelo Bruno Protasoni

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