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Gli uomini bestia e la sottocultura

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28 aprile 2011

Gentili Signori,

li vedi camminare per strada, nei supermercati, in qualunque altro posto.
Sono di solito piuttosto alti, grossi ma anche rotondi, testa rasata, sguardo torvo, inespressivo.

Sono spesso a seguito e dietro la donnina di turno vestita succinta e mostrante quel poco (o tanto) che ha. Portano qualcosa, una scatola, una borsa della spesa, il bambino di lei. Si guardano intorno stile vedetta come se da un momento all’altro dovesse spuntare un carro armato nemico. Se li incontri in gruppo di solito parla lei, loro stanno zitti e osservano. Sembrano quei grossi cani silenziosi (stile maremmano, o rottweiler) apparentemente rilassati, ma pronti ad assalirti alla gola.

E infatti basta poco, un’occhiata alla signora, un parcheggio, un fraintendimento, una divergenza di opinioni.. che spunta il coltello, un mattone in faccia, una spinta in mezzo di strada, niente nel mezzo ma direttamente ciò che più di letale passa loro per la testa.

Non sono ne romeni ne islamici, sono italiani, sono giovani. La nuova sottocultura di uomini totalmente privi di anima, di pensiero autonomo, assoggettati a donna e ideologie malsane, hanno occhi spenti come squali e non hanno grande interesse per la vita, per questo non hanno particolare timore nel fare cose che potrebbero fargliela perdere o farla perdere ad altri.

Questo è il risultato banale dell’assenza di educazione ed affetto VERI in un paese dove tra politica, reality e vita reale ci mettono uno contro l’altro, dove vince chi per 500 euro tradisce il prossimo.

Unica speranza è per chi ha ancora neuroni funzionanti crescere e coltivare una società nuova, una cultura di pace e fratellanza, che ci riporti verso la vita e l’evoluzione, al contrario di quella di oggi che ci spinge ad essere prostitute e papponi e che ci sta facendo perdere in pochi decenni ciò che in secoli di cultura e sapere abbiamo conquistato come genere umano. Il fatto è che l’umanità va insegnata ogni volta, in ogni vita, perché come la scimmia progenitore da cui discendiamo anche il bambino nasce a 4 zampe e non capisce, e impara solo se qualcuno lo cura e lo educa. Detto in una frase: animali si nasce, umani si diventa.

M.Rossi

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