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Grazie don Gallo!

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24 maggio 2013

Egr. Direttore,
ricordare don Andrea Gallo non è facile, si rischia di finire nella retorica. Si è spento un grande profeta della Chiesa Cattolica, un partigiano che ha speso la sua vita in difesa degli ultimi e dalla Costituzione. Sulla sua bara, da come ce lo raccontano le immagini, ci sono due libri: il Vangelo in primis e poi la nostra Costituzione. Un binomio quasi inscindibile che lo accomuna a Don Lorenzo Milani, a don Primo Mazzolari, a don Pino Puglisi, a padre Ernesto Balducci, a padre Davide Maria Turoldo e oggi ad Alex Zanotelli, forse uno degli ultimi profeti viventi. Ma anche a tanti eroi civili che ricordiamo in questi giorni come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, solo per citare due nomi.
Il vuoto è grande per una società dove vince il potere, il denaro, il successo. I poveri, gli ultimi oggi vivono forse una delle stagioni più difficili della storia, dove un po’ tutti siamo stati abbagliati dal più sfrenato individualismo, mettendo in secondo piano il valore della comunità.
Sulla bara di Papa Giovanni Paolo II, c’era solo il Vangelo, (… ma …)  non c’era la Costituzione e nemmeno un testo che ricordasse la Teologia della Liberazione, che questo Papa aveva forsennatamente osteggiato e  distrutto. Ma al suo funerale c’erano masse immense accecate dai mass media, tutti i potenti della Terra per ringraziarlo dell’opera svolta a loro favore nel difendere i loro privilegi.
Ai funerali di don Gallo non ci saranno i potenti della Terra, forse non ci saranno masse immense perchè alle persone umili è un costo anche l’andare a Genova, ma idealmente ci saranno tutti i poveri, le prostitute, le vittime della piaga della droga, tutti gli emarginati, gli ultimi, i poveri cristi, quelli che hanno creduto nella sue parole e credono ancora nella utopia che un giorno l’amore e la nonviolenza potrà governare il mondo, non la guerra. Nella mia follia infantile spero di vedere Papa Francesco o almeno di sentire un suo messaggio di cordoglio per questo fedele servitore del Vangelo e della Chiesa.
Certo il senso della solitudine e il vuoto è grande, ma che può essere riempito dal suo insegnamento, da qui due libri che stazionano sulla sua bara: il Vangelo e la Costituzione. Dimenticarne uno a favore dell’altro si rischia di rimanere soli e tristi, e quindi di rinnegarlo. Ma anche la morte può essere un momento di gioia se sappiamo continuare la sua opera. Don Milani diceva che amare i poveri e fare politica sono una cosa sola. Anche don Gallo è stato profeta degli ultimi: Grazie quindi per quello che hai fatto e per la lezione di vita che ci hai insegnato. Chissà se alle parole di cordoglio sapremo continuare la tua opera nella nostra vita quotidiana.

Emilio Vanoni

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