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Guerra di Libia

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28 aprile 2011

Egregio direttore,
vi è qualcuno che ci definisce "fanatici e nostalgici", si forse ma dei diritti democratici e delle conquiste dei lavoratori ormai compromesse e sottomesse, dopo la caduta del muro di Berlino, alle logiche e al volere del capitalismo.
Al loro posto è stata messa la miseria, la povertà per la maggioranza dei popoli e dall’altra la ricchezza smisurata per una minoranza che comunque detiene poteri al limite del mafioso e ricattatorio come quello mediatico!
Compreso quello di far apparire l’infame e delinquenziale come quello giusto e il giusto per l’esatto contrario… vergognoso, stanno passando cose oscure in questa Italia nostra, ma non solo, anche l’Europa ne è coinvolta: La guerra di Libia, l’ultima, quella del 2011 con la sua poco chiara risoluzione ONU.
Nel condividere appieno le dichiarazioni recentemente espresse da Oliviero Diliberto, Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani – FdS: ("GOVERNO E’ BABELE, NO A GUERRA ANTICOSTITUZIONALE" "Questo governo è una babele. Dichiarano guerra alla Libia e non sanno nemmeno se hanno i numeri in Parlamento". Così Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra. "Con tutto il dovuto rispetto che si deve al Presidente della Repubblica – continua Diliberto – chiediamo a Napolitano come si può dare credito ad un siffatto esecutivo. Più che politici di governo sembrano dilettanti allo sbaraglio. La guerra alla Libia non è solo anticostituzionale ma è anche un crimine. Lo si capisca prima che sia davvero troppo tardi"). Mi viene da chiedere come mai nessuno si preoccupi di spiegare non solo perché non si compiano analoghe "missioni di pace", ma addirittura nemmeno si parli di Israele, che bellamente se ne infischia delle decine e decine di risoluzioni delle Nazioni Unite di condanna dei crimini compiuti in danno delle popolazioni palestinesi.
E’ altamente riprovevole che chi si duole quotidianamente e rumorosamente delle criminali persecuzioni subite dai nazifascisti, compia a sua volta persecuzioni altrettanto crudeli quanto ingiustificabili, a carico di popolazioni che di quelle non hanno alcuna responsabilità. E che nessuno di quelli che periodicamente inneggiano alla caduta del muro "della vergogna" di Berlino, abbia la decenza di domandarsi come mai la civiltà occidentale non senta l’esigenza di auspicare la caduta del certamente non meno vergognoso muro costruito da Israele sul territorio palestinese, magari accompagnando l’auspicio con una "missione di pace" del tipo attuato negli ultimi tempi dalla "coalizione" in vari paesi (di interesse geopolitco o… petrolifero).

Osvaldo Bossi

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