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Ha giurato … per fortuna

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27 maggio 2013

Caro direttore,

l’assessore ha giurato che esiste la soluzione per finire i lavori della ferrovia internazionale ma non si sa su cosa ha giurato, o se ha incrociato le dita nel farlo e forse nemmeno lui può pensare o immaginare che a questo punto non si possa trovare un ripiego, di fortuna o per evitare maggiori sfortune con “salati salassi”; tutto sommato c’è come una maledizione che giornalmente nel mondo fa accadere cose più o meno tragicomiche e inconcepibili, evitabili o annunciate ma purtroppo anche cercate, se non veri e propri disastri o calamità naturali solo in parte prevedibili, nei loro effetti devastanti, spesso non valutando a pieno obiettivamente e professionalmente, anche abbagliati da logiche supposte onnipotenti ma evidentemente sconclusionate perché poco rassicuranti, o traballanti, mentre le guerre hanno caratterizzato ogni periodo storico.

Intanto ad es. in una vigna della pianura Padana fuoriescono vapori caldi che ribolliscono come una caffettiera ma nessuno pensa di fare come in Islanda dove l’80% dell’approvvigionamento energetico è geotermico, deciso a seguito degli aumenti dei carburanti degli anni 70, anche se a quanto pare potrebbe paurosamente, in modo apocalittico, risvegliarsi un vulcano; così da noi invece di sfruttare l’altrettanto abbondante possibilità del settore sul territorio, a parte il Marsili Project o sporadici casi, si insiste a bruciare idrocarburi importati, benzina dipendenti, per creare quelle temperature appunto presenti normalmente che aspettano di essere convogliate e valorizzate.

Comunque la ferita della grande opera è ormai aperta, con grave sventramento e va chiusa semmai anche in virtù dei problemi stessi che si aggraverebbero mentre tentare di coinvolgere in dubbi o sbagli più persone, sempre dopo, sembra una strategia diffusa e ci vuole la massima attenzione con partecipazione, suffragando domande e risposte con tecnici esperti, in sedi progettuali, che pur si avvalgono di tempistiche non indifferenti e lauti compensi; fra l’altro la terra in questione è sabbia e chissà quanta acqua e “arsenico non velenoso” saranno passati sotto i ponti nei lavaggi alla distribuzione delle cave in almeno un trentennio di camionate .. ora cementificate .. e forse per concludere non è il caso di cambiare zona, ulteriormente spargendo, ma accumulare su quella “il residuo rimasto”, che in proporzione non dovrebbe essere neanche tanto ma non ho visto i dati dei m cubi.

Come già la TAV doveva arrivare fino a Lisbona e invece ora a quanto pare fino a Lione … poi ad es. anche Crozza o Grillo han diritto, a ragione, di dire le loro sull’onta del sentore dell’opinione pubblica, magari con diverse prerogative ma sempre per dovere di cronaca e il bene della cittadinanza intera; pertanto ringrazio dell’attenzione e semplicemente speriamo che prevalga la ragione, con ponderazione, senza spettacolarizzare ogni azione usando i paraocchi vedendo il mm ma non il km e nella specie stiamo parlando del “pezzettino da Varese a Gaggiolo” per cui figuriamoci per arrivare fino in Portogallo quanti problemi sorgeranno, con lavori raffermi o che non finiranno.
Cordiali saluti.

Valter Abele Zaccuri

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