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Hanno vinto loro

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Hanno vinto loro
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19 luglio 2017

Cara redazione di VareseNews,
la recente lettera di una lettrice sfonda una porta aperta verso una persona che si è ridotta a dover dormire con i tappi e le finestre chiuse (e nemmeno queste misure sono sufficienti) in quanto la vivibile città dove risiede in meno di 15 anni si è ridotta a canile pubblico per colpa di gente che non può essere definita in altro modo se non maleducati, strafottenti e cafoni cronici (insomma a Roma direbbero coatti, termine che trovo azzeccato).
Nessuno vuole vietare i cani, ma un cane che abbaia per ogni minima cosa perchè recluso in un giardinetto, su di un balcone o semplicemente in una casa non adatta alle sue esigenze, ecco, un cane di tal genere diventa disturbo alla quiete pubblica come del resto dei bambini lasciati starnazzare a qualsiasi ora del giorno e della notte da genitori troppo impegnati a chattare su Whatsapp o a chiaccherare tra di loro annoiati.
Del resto i figli sono lo specchio dei genitori e guardando con attenzione certi fenomeni in circolazione non mi stupisco più di nulla.

Purtroppo la educazione civica non è più insegnata nè tantomeno il rispetto degli altri, lo si vede chiaramente in tali “amanti degli animali” che bellamente lasciano abbaiare il loro cane per molte ore del giorno e della notte pensando che a loro tutto è dovuto.

Trovo che la civile convivenza sia oramai estinta se devo andare a mendicare, suonando ai campanelli dei vicini, delle notti tranquille esenti da schiamazzi animali senza che il proprietario della bestia (e ripeto bestia) non riesca minimamente a percepire il suo animale come fonte di rumore, fastidio e stress.

Come mi piacerebbe comportarmi come loro, piazzandomi alle 2 di notte sotto la loro finestra ad incominciare a parlare a voce alta in modo cadenzato, per magari due-tre ore. Ma purtroppo non ci riesco. Non sono così animale, non sono come loro, non ci riesco.

Sicuramente verrei insultato e molto probabilmente nel mio insistere rischierei anche la violenza fisica.
Il loro cane invece ci può martellare il cervello ore ed ore. Può distrarre i nostri figli dallo studio pomeridiano. Può agitare e stressare un anziano ammalato e costretto a stare in casa. E guai a lamentarsi…pena la etichettatura come asociale e non amante degli animali, se non addirittura fascista.

Se qui c’è un fascista è quello che ogni santo giorno usa un animale con un surrogato di un allarme guasto e malfunzionante, un passatempo, un vezzo, un giocattolo e non come un essere vivente che non può passare 15 anni in media della propria vita dietro ad un cancello in poco meno di 5 metri quadrati o in un salotto domestico.

Qui i fascisti siete voi che, influenzabili da ogni moda del momento, non vi siete nemmeno chiesti se un cane sarebbe stato adatto e compatibile con i vostri spazi e le vostre abitudini di vita.
Siete usciti di casa e l’avete comprato, come del resto avete comprato l’ultimo modello di smartphone o di abito firmato. Senza porvi domande in quel cervello abituato ad pretendere di avere sempre ragione. E poi come con l’ultimo modello di smartphone vi siete tuffati nel mare delle amenità canine, un pò come le cover del vostro smartphone. Cappottini, cibi pregiati e giocattoli. I bambini vi guardano confusi quando lo chiamate “amore” al parco pubblico e sotto sotto si domandano a denti stretti….”solo perchè ho meno peli di lui altrimenti avrei avuto più attenzioni…mannaggia maledetto ominide-peloso”.

Se poi tale bestia spacca i timpani a gente che alla mattina deve alzarsi presto per andare a lavorare allora poco importa.
Chissenefrega degli altri…tanto voi dormite fino a tarda ora, o a casa non ci siete mai e nulla vi tange. Il vostro mondo è plasmato a misura dei vostri diritti. Gli altri non contano. Il cane lo sentono solo gli altri.

Alla fine quello che voi riuscite benissimo a fare è girare completamente la frittata e a farla percepire come giusta. Di questa bravura inaspettata ve ne do atto. Il diritto alla quiete e al riposo è diventato ormai indifendibile, quasi etereo.
Un cane può spaccare le orecchie ore ed ore e nell’ordine il comune non può fare nulla, i vigili nulla, i carabinieri nulla, l’unica cosa è rivolgersi all’ASL locale per intraprendere un procedura di misurazione acustica del rumore, con ispezioni, con uscite di tecnici, con misurazioni ad orari che di solito sono speculari a quelli dove il cane abbaia e mentre si fa tutto ciò il proprietario dell’animale deve essere avvertito giorni prima di quando avverrano le misurazioni. Ed ovviamente il proprietario che fa? Reclude il cane in casa per non farlo abbaiare.

Nel frattempo continuate a non dormire, vi ammallate e vi stressate sempre più.
Complimenti, siete riusciti a costruire una società modello, a modello di cane. L’essere umano che lavora, ha una rendita e contribuisce a pagare i servizi anche di queste persone conta meno di un cane.
Complimenti a tutti gli attori in gioco. Questa è la società dove ho sempre desiderato crescano i nostri figli. Tutti contro tutti, senza leggi e senza tutela. Ci mancavano solo i cani come new-entry ma sono stati velocemente inseriti nel gigantesco parco gladiatorio di uno stillicidio quotidiano.

La lettera di minacce l’ho letta quando l’avete pubblicata ed ho evitato di commentare, non ne vedevo la necessità.
Ma ora, la seconda lettera della nostra lettrice ho ritenuto meritasse una considerazione.
Non approvo le minacce, verbali e non, ma con assoluta trasparenza e tranquillità non mi sento di condannarla del tutto, la comprendo nel profondo. Mi ha fatto sorridere nella sua sgrammatica semplicità ma il sorriso è stato amaro. Amaro in quanto ho capito che dietro c’è una persona disperata che ha trovato davanti a sè solo prepotenza, cafonaggine e porte in faccia e che sinceramente non ce la fa più a vivere nella propria casa assediato da abbai continui. Prima di chiamarlo con i peggio epiteti e di bollarlo come potenziale assassino pensate a tutto questo.

La guerra tra poveri disperati è iniziata….l’incognita è come andrà a finire. I ogni caso :
Hanno vinto loro….ma non mi sto riferendo ai cani…..ma agli animali dei loro padroni.

Cordiali Saluti
Felice

Commenti

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  1. Gianfredo Ruggiero
    Scritto da Gianfredo Ruggiero

    Condivido pienamente.
    non so dirle quante volte mi sono alzato in piena note per zittire o far entrare in casa il mio cane che abbaia alla luna o per aver sentito un gatto estraneo. Alzarsi di notte per riprendere il proprio cane che abbaia per un nonnulla non è piacevole, ma chi ama veramente gli animali deve rispettare anche gli umani.
    Un solo appunto: il termine fascista usato come epiteto è completamente fuori luogo (durante il tanto vituperato ventennio l’educazione civica era materia di studio).

  2. Scritto da matteo C

    Un poema per dire che i cani (TUTTI, NON SOLO QUELLI DEL VICINATO) Le danno fastidio.
    Ma davvero li sente a porte e finestre chiuse? faccia causa a chi Le ha costruito la casa perchè ha un isolamento acustico pessimo!
    Possibile che i vicini proprietari di cani siano tutti audiolesi?
    Oppure hanno il sonno così pesante da non essere a loro volta disturbati dal proprio cane che abbaia?
    Provare a parlarci con queste “bestie” di vicini?
    Davvero sono così violenti da rischiare il linciaggio per una lamentela? Chiami le forze dell’ordine!
    O forse è più bello scrivere lettere piene di luoghi comuni, frasi retoriche e paroloni ad effetto, con tanto di finale tragico….wowww