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I Bambini che muoiono di fame

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18 novembre 2008

Caro direttore

Vorrei esporre una riflessione su un argomento poco trattato dai lettori ma che ci viene proposto continuamente da tutti i media: i bambini che muoiono di fame nei Paesi del Terzo Mondo e specialmente in Africa. Dato che ho una età per la quale mi ricordo delle prime immagini sconvolgenti che ci arrivarono dal Biafra, so che il problema è di vecchia data e che in questi decenni si è diffuso ed ingigantito.

La prima considerazione drammatica per uno che, come la maggior parte a quei tempi, tifava per l’Africa agli Africani è: forse stavano meglio tutti, e specialmente gli Africani, quando c’erano le Colonie! Cosa sono diventati il Congo Belga, la Somalia (e l’Eritrea), l’Angola Portoghese, la Rhodesia, il Sudan, ecc. ecc., dopo la liberazione dalle Potenze Coloniali è sotto gli occhi di tutti tutti i giorni!

Non so cosa ci sia stato di più sbagliato in tutto il processo di decolonizzazione, il risultato evidente è che si è passati da una amministrazione straniera piena di difetti ma che garantiva un certo ordine e rispetto per le leggi, all’arbitrio del colonnello di turno ed al caos.

La seconda considerazione, drammatica e provocatoria, è che il problema più grosso non sono i bambini che muoiono ma i genitori che li mettono al mondo! Se vengono salvati dalla morte per denutrizione e malattia e si mettono a loro volta a fare dieci figli a testa, tra venti o trent’anni il problema sarà maggiore! (Come è successo dal Biafra in poi). Se non si fa capire che se non puoi mantenerli non li devi mettere al mondo (o almeno non in grande abbondanza) non ne veniamo a capo. Mi ricordo di una recente trasmissione televisiva di Licia Colò sulla poligamia in cui un partecipante diceva orgoglioso che un suo zio, in Africa, aveva cinquanta figli (nessuno gli ha chiesto chi li manteneva e in che condizioni).

Per sottolineare la poca linearità della gran parte degli organi d’informazione sull’argomento dell’eccesso di popolazione del Pianeta (che è e sarà sempre di più la madre di tutti i problemi) voglio accennare alla salva di critiche che, un paio di decenni or sono se non ricordo male, sono state fatte al governo Cinese. Per affrontare il problema dell’incremento della popolazione era stato imposto il figlio unico; apriti cielo, ne han dette di tutti i colori, nessuno a favore. Addirittura sembrava che i genitori cinesi buttassero via tutte le femmine perchè, se doveva essere uno solo, almeno fosse maschio (non ci sarebbe nessun sistema più efficace per non far nascere figli che una società di soli maschi!); evidentemente, viste le recenti Olimpiadi, ci sono ancora tante femmine anche in Cina.

Il problema esiste ed è urgente trovare soluzioni e, mi spiace dirlo, la nostra Chiesa che tanto si da da fare per il Terzo Mondo, non contribuisce a risolverlo.

Luciano Lucchina

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