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I cassaintegrati di Sea

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10 gennaio 2009

Egregio Direttore,

sembra che solo attraverso le lettere si possa far sentire la voce dei lavoratori (e non sempre, quasi vi sia, è senz’altro una impressione, un ostacolo far sentire la vera voce di chi subisce le scelte scellerate di Berlusconi e Bossi su Malpensa). I lavoratori, se non oggi, senz’altro domani, capiranno che le scelte scellerate e territoriali non potranno garantire loro la sopravvivenza come lavoratori aeroportuali se non vi saranno dei seri programmi e progetti che servano a garantire stabilità al trasporto aereo in Italia da Nord a Sud.
Non è da ora che contrastiamo scelte dalla filosofia devastante che pensa al territorio e ai problemi apparentemente territoriali ma non inserisce le giuste rivendicazioni in un ambito e in un progetto NAZIONALE che possa evitare il concetto di chi al vùsa pùsè la vaca le sua (chi urla di più la vacca è sua, trattative tipiche da mercato lombardo, è così che in Lombardia definiamo).
Sul Malpensa sembra che dicano tutti la stessa cosa: difendere il Nord tutti insieme. Ma è proprio questo modo di ragionare che ha condotto all’attuale disastro. C’è una belle differenza tra i lavoratori del Nord e i padroni della CAI, anche loro del Nord, tra Formigoni che rifiuta di fare la valutazione ambientale e i cittadini residenti, tra chi passa da posti di sottogoverno da Aliatlia a Sea per nomina della Lega e i lavoratori Sea o quelli delle cooperative o quelli del precariato.
Mio caro Penati il problema Malpensa è così complesso che legarsi alla Lega ti potrà solo trascinare in fondo al baratro di chi “al gha ciapà la vaca par i ball”
Il Bossi di turno che vuole ora Lufthansa e che ieri, contrastando il Governo Prodi, prometteva, in nome dell’ITALIANITA’, di sostenere la cordata di imprenditori ITALIANI(una volta li chiamavamo padroni, sono quelli che mi hanno fottuto 5 anni di contributi, MALEDETTI i padroni per il valore dei quali non vale neppure il prezzo della corda per impiccarli), e oggi si ritrova di fronte al dilemma, svendere ad Air France o a Lufthansa?, E’ chiaro che alla Lega e non gliene frega delle migliaia di posti di lavoro messi in discussione comunque, anche perché CAI, qualsiasi sia il partner intende autogestirsi per cui addio SEA, addio a migliaia di posti di lavoro non solo a Roma ma anche negli aeroporti milanesi.
Tè capì ul me bel padano testa d’asnun?
Fino ad ora ci hanno preso per i fondelli, hanno buttato fumo negli occhi dei lavoratori, hanno fatto promesse e dichiarazioni come trampolino per la campagna elettorale di questi signori che non hanno neppure il pudore di riconoscere i propri errori e le proprie malefatte perché tutto ciò che hanno fatto lo hanno fatto coscientemente e con la consapevolezza di fotterci.
È necessario che il sindacato ricominci a fare del sindacato, parlo sopratutto della CGIL, della FILT CGIL, che si è sempre dimostrata attenta alle vicende senza farsi coinvolgere dalle dichiarazioni d non gliene ha mai fregato nulla dei lavoratori.
La battaglia dei lavoratori è a difesa dei propri diritti e delle proprie conquiste (qualcuno li ha definiti privilegi e sono gli stessi che li negano sopratutto ai ricattati come gli extracomunitari, magari clandestini, ……………il privilegio di poter esistere!)
La Lega arroccata, apparentemente su un problema territoriale a Malpensa, in difesa, apparentemente dei lavoratori (per la cronaca i lavoratori italiani per la Lega sono veramente pochi, perché, al di la’ di Brunetta, Bossi, Calderoli, Maroni, il resto dei “lavoratori” italiani sono lazzaroni) è sempre disposta a fare la sceneggiata napoletana per poi risolvere tutto nella più incomparabile e ineccepibile e condivisibile frase che tutto il centrodestra e parte del centrosinistra che dice: SCURDAMMOCE U PASSATO!
Ma è mai possibile che i lombardi siano così rincoglioniti da fidarsi di gentaglia che ha permesso di togliere l’ICI anche ai ricchi possidenti, costringendo i Comuni, i poteri locali ad aumentare le tasse ai contribuenti salvaguardando gli evasori che oltre a non pagare le tasse “comuni”, oggi non pagano tasse sulle proprietà immobiliari?. Come ci si può fidare di chi ha voluto detassare gli straordinari, in una situazione di crisi mondiale, anziché detassare i salari per immettere denaro sul mercato?
Come ci si può fidare di chi parla di federalismo fiscale e gabbie salariali quando i lavoratori non arrivano alla terza settimana?
Il Nordismo e il Federalismo sono politiche di classe, cioè a favore della classe padronale, di quelli che hanno privilegi, di quelli che li vogliono mantenere a danno dei lavoratori. A questo serve il federalismo e il nordismo, a questo è servito.
Chi ha provocato in soli otto mesi di governo un disastro per i contribuenti, per i lavoratori e che causa un impoverimento serio dell’economia della nostra zona sarà chiamato a rispondere di questo fallimento. E anche oggi costoro che parlano di unità del Nord, e chi gli crede e fa il supplente come Penati, non portano niente di buono.

Cordiali saluti

Osvaldo Bossi, lavoratore cassaintegrato SEA

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