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I cittadini si aspettano di più

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4 agosto 2011

Carissimo signor Direttore,
 
leggendo le prime pagine dei giornali di stamane mi son venuti spontanei questi modesti pensieri:
 
Lui, dice:”…. Anch’io in trincea..”.
 
Chi è più in trincea? Lui, titolare di tre imprese quotate in borsa, o il povero pensionato che
vede sempre più impoverita la capacità di acquisto dello scarno contributo mensile. O il precario
che senza l’aiuto della famiglia non può vivere? O la povera anziana che vede andare in fumo
i suoi poveri risparmi, racimolati in una vita di privazioni, e accantonati ingenuamente “.. per
quando sarò malata e ne avrò bisogno …”?
 
Chi è più in trincea?
 
Penso che tra le tantissime domande, -tutte da persone molto preoccupate e impaurite-, che
si stanno facendo i cittadini italiani, ci siano anche queste, ingenue ma crude ed angoscianti,
tipiche di chi si dibatte continuamente nelle difficoltà della vita quotidiana.
 
Ma queste domande non sembrano raggiungere il pensiero del “premier”, ma forse
nemmeno quello di moltissimi parlamentari preoccupati di ben altre cose, intenti ad anteporre
i propri interessi a quelli di chi li ha sostenuti, come ha dimostrato in questi giorni lo squallido
programmare le proprie lunghe ferie.
 
Questa frase, questo “ anch’io in trincea tutti i giorni in contatto con le quotazioni in
borsa”, scoraggia enormemente i cittadini, che non possono più comprendere perché non si
smetta di” adorare” il così detto “libero mercato” che può forse esistere solo, e relativamente,
riguardo a pochi articoli, ma non su tutto ed in particolare sul mercato del denaro, dove troppo
facile la speculazione (equivalente alla parola furto), o sulle transazioni delle materie prime, del
cui abuso e sperpero può creare gravi problemi per l’ambiente, per il futuro dell’umanità stessa
e che nell’immediato sta creando conflitti con tanti morti giovani e tra i civili delle popolazioni
delle aree di guerra.
 
Nell’insieme ci si trova di fronte ad un quadro miserando e drammatico, cui il povero cittadino non può porre rimedio, perché a sua disposizione ha solo il “votare” ogni tanto. Azione che si rivela irrisa e sfruttata dalla maggioranza dei politici.
 
I cittadini si aspettano e hanno bisogno molto di più di quanto hanno ricevuto e stanno ricevendo dalla classe politica italiana, ma anche da quella europea.
Emilio Corbetta, consigliere comunale P.D.

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