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I comitati di quartiere e la partecipazione dei cittadini

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18 dicembre 2009

 Caro direttore,

                       c’è una interessante discussione a Sesto Calende (cfr. notizie in cronaca), sui comitati di quartiere, organismo originali di partecipazione che da 15 anni hanno accompagnato, con proposte e critiche, suggerimenti e ‘tirate di giacca’ l’attività di diverse amministrazioni.
Visti dal cittadino sono uno strumento in più per farsi sentire, e un luogo per conoscere  problemi che vanno oltre il ‘particolare’ del proprio rione. Per chi amministra sono stati un momento di verifica delle scelte, a volte confermate altre smentite. Sono perciò un impegno utile, ma anche  faticoso, che implicano la capacità di ascoltare le critiche e i dissensi che comporta ogni momento di confronto veramente libero.
 
La nuova amministrazione era tenuta a promuovere la ri-costituzione  dei comitati entro fine anno, ma non lo ha fatto, dicendo, che la creazione di un comitato con tanto di rappresentanti eletti, non rientra nelle intenzioni dell’amministrazione.
Dichiarazione che smentiva la promessa fatta in campagna elettorale e che, visto il coro di proteste, ha obbligato il capogruppo del PdL a correggere il tiro promettendo “un rinnovamento della formula”. Infine è arrivata la proposta della Giunta che ripropone, quasi in fotocopia e con poche modifiche, l’impianto precedente: dunque nessuna ‘nuova formula’ (almeno in apparenza).
 
Ma basta l’esame di due soltanto di queste ‘piccole’ modifiche per capire dove si va a parare.
1. Da un lato raddoppia il quorum di validità dell’elezione, in modo tale che se si verificasse la stessa partecipazione di 5 anni fa i comitati non potrebbero più costituirsi. 
2. Dall’altro invece dell’obbligo di CONSULTARE  i comitati su materie ben stabilite, si propone che la Giunta, a seconda del tema, possa “informare o consultare” i comitati. (Per farsi capire il vicesindaco ha fatto l’esempio della viabilità che, guarda caso è il tema più sentito nei rioni, ma che secondo lui non può essere materia di consultazione.)
 
Più chiaro di così! Altro che “ rafforzamento dei comitati”, in questo modo li si svuota del tutto. 
In effetti l’idea ‘nuova’ di partecipazione  è ben espressa da un altro assessore che ricorda che “il sindaco e gli assessori ricevono i cittadini e li ascoltano”.   
Un’idea molto moderna di rapporto tra cittadini e istituzioni! (o tra sudditi e potere?) Manca solo di vantarsi che non si chieda di presentarsi con il cappello in mano (seppure lascia piuttosto inquieti lo sfoggio di fazzoletti, gadget e foto di partito nelle sedi e nell’esercizio di funzioni istituzionali).
 
Sia ben chiaro, nessuno, da nessuna parte politica, è esente da errori e abusi nell’esercizio del potere, ma la democrazia moderna ha creato buoni antidoti: l’obbligo della coerenza, in luogo del capriccio, e il metodo della partecipazione, invece della decisione imposta. 
Anche  a Sesto possono servire. 
 
Saluti cordiali 
 
Roberto Caielli

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