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I costi del referendum

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2 aprile 2009

Egregio Direttore,
mi sembra che le forze contarie al referendum elettorale si stiano arrampicando su vetri cercando di disquisire sull’utilità o meno dello strumento.
La questione è semplice e ci sono dei fatti certi di cui dobbiamo solo prendere atto.
Il referendum è un istituto previsto dalla Costituzione.
Le firme per il referendum elettorale sono state raccolte regolarmente e la Corte Costituzionale ne ha verificato la validità.
A giugno, quindi, ci sarà comunque questa consultazione.
C’è una strada logica e senza spese: quella di accorpare il voto con quello delle elezioni europee, quando i seggi saranno già aperti in tutta Italia.
C’è poi una strada meno logica e con circa 300 milioni di spese a carico dei cittadini: è quella di accorpare il voto con quello del ballottaggio, quando i seggi saranno aperti solo in alcuni comuni e provincie.
C’è infine una strada assolutamente illogica e con circa 460 milioni di spese a carico dei cittadini: è quella di farci votare nella domenica libera fra quella delle elezioni europee e quella del ballottaggio.
Questa è la scelta propugnata dalla Lega e per la quale il Governo sembra propendere.
Con i migliori saluti.

Giuseppe Mazzoli Milano

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