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I favolosi anni Cinquanta

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2 gennaio 2009

Gentile Signor Direttore,

stamattina ho letto con molto interesse (e con una certa emozione) la bella lettera del Signor Luciano Lucchina, che mi ha fatto ‘ricordare’ la Varese e dintorni esattamente come l’avevo vista verso la fine degli Anni Cinquanta.

E’ triste, vieppiù, leggere che non ci siano più Valigerie, Calzaturifici, Concerie, Tessiture, ecc. Mi chiedo, che fine ha fatto il “Calzaturificio di Varese” (che, mi pare, in seguito abbia modificato la ragione sociale in “Di Varese”) del quale ricordo almeno uno dei negozi bellissimi in Città (mi ricordo che il più bel paio di scarpe costava 5mila lire!). E, per esempio, a proposito di tessuti, che fine ha fatto il Laboratorio “Sartoria Uomo e Signora Luigi Marzano” (rilevato da una fotografia di mio zio e mia, scattata 50 anni fa in Piazza Monte Grappa)?

La vita che si conduceva nella Vostra Zona, descritta dal Signor Lucchina era, circa come quasi nel resto d’Italia, o nelle altre regioni italiane; in altri termini non c’erano tanti grilli nella testa della gente (mio padre, in Calabria, ‘trebbiava’ il grano mettendo i govoni nell’aia e facendo girare in tondo, alternativamente in senso orario e antiorario, due [povere] vacche al giogo che trascinavano una grossa pietra piuttosto larga e il più possibile sottile per sgranare le spighe). Vi assicuro che quel lavoro, sotto il sole cocente, era massacrante per le Persone quanto per gli Animali. Terminata quell’operazione, impugnava il tridente e iniziava a tirare in aria le spighe frantumate (quando c’era ‘aria’), per separare il grano dalla paglia (si può immaginare la pula durante l’operazione!).

Grazie, quindi, gentile Signor Lucchina, per la ‘bella immagine agreste’ che ha voluto dare, facendola rivivere a coloro, come me con i capelli grigi, e magari facendola conoscere alle nuove generazioni (i genitori degli Anni Novanta e i loro figli, questi ultimi convinti che per procurarsi dei soldi sia sufficiente andare al Bancomat! I miei nipoti, di 16 e 12 sono fortunati: hanno questo nonno lontano, vivendo risepttivamente in Lombaria e in Emilia[-Romagna] giacché sono consci che con il sottoscritto si scherzi piuttosto poco su certi princìpi!), queste sì con i grilli per la testa!

Con rinnovati auguri per un sereno 2009 (e sperando di avere, per così dire, sfatato una leggenda, nel senso che per certuni io sappia solo trattare solo un ‘argomento’…), invio molti cordiali saluti.

Fortunato Galtieri

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