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I giornali non vivono senza i lettori

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30 aprile 2007

Egregio direttore,
chi le scrive ha lavorato nei giornali locali per 23
anni. Compreso il Resegone, il settimanale cattolico lecchese, legato al Luce che ora è in balia della crisi.
Quanta ipocrisia in questi giorni. Leggiamo appelli affinchè il giornale non venga chiuso, ma quanti di coloro che oggi lanciano appelli e si stracciano le vesti per
la possibilità che una testata venga chiusa hanno acquistato anche solo una copia del giornale negli ultimi anni? Siamo purtroppo alle solite.
Da una parte esistono testate che non riescono ad affrontare i cambiamenti radicali che il mercato impone, dall’altra chi inneggia al giornalismo e alla pluralità dell’informazione senza aver mai acquistato una sola copia del giornale a rischio “collasso” per troppi debiti. Mi viene in mente una signora lecchese che, il giorno dopo la
morte di Papa Giovanni Paolo II si presentò in un’edicola del centro di Lecco e rimase “scandalizzata” dall’apprendere che era arrivata una sola copia dell’Osservatore Romano. E rimase ancora più scandalizzata
nell’apprendere che quella appena venduta era stata l’unica copia che il suddetto giornale aveva venduto negli ultimi 25 anni.
Insomma: i giornali non possono vivere senza lettori, e non serve protestare quando chiudono se sino a quel giorno sono stati soltanto fugaci apparizioni da locandina.

Franco Ghezzi

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