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I giovani devono riprendersi il loro futuro

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7 ottobre 2007

Caro Direttore,
rispondo con una battuta al signor Malnati, il quale si lamenta del presunto menefreghismo dei giovani di fronte alla nascita del Partito Democratico.
Non se la prenda, signor Malnati: il PD è nato vecchio, e da buon ottuagenario rappresenta per i giovani qualcosa di lontano, distante, remoto… L’emblema di questo partito – che perde pezzi prima ancora di essere lanciato nell’orbita politica – è il Ministro Fioroni, il quale, ai cronici problemi della Scuola italiana risponde come solo un “vecchio” (nel senso peggiore del termine) sa fare: reintroduce gli esami di riparazione!
Ah, come è facile, signor Ministro, prendersela con l’ultima ruota del carro! I mali di questa Scuola nata dal ’68 vanno analizzati in laboratorio e, una volta constatato che si tratta di un male allo stadio quasi terminale, non lo si può certo curare con un antidolorifico…
Vede, signor Malnati, lo sforzo del Partito democratico è encomiabile, ma temo non basti cambiare sigle e simboli per fare la “rivoluzione”: come pensa, questo PD, di catturare le simpatie di noi giovani, se i suoi maggiori esponenti propongono provvedimenti da stato di polizia nei confronti della nostra generazione?
Si rende conto che, nell’ultimo anno e mezzo, questo Governo ha sfornato perle d’altri tempi? Pensa che vietare l’alcool dopo una certa ora possa servire ad avvicinarvi alle giovani generazioni? O che definirci “bamboccioni”, dopo essersi lavati le mani di fronte a problemi cronici come il precariato e il caro-affitti, ci renda Prodi e i suoi degni compari più simpatici? O, last but not least, che la reintroduzione degli esami di riparazione (anzichè smantellare il sistema marcio costruito dai professori sessantottini, che ancora la fanno da padroni) renda noi giovani più acculturati?
Francamente, non credo proprio. Ed ora scatenate pure i vostri commenti bacchettoni da genitori che “vogliono tutelare la nostra generazione”.
Alle vostre imposizioni diciamo NO, GRAZIE. La nostra generazione, che a voi fa così schifo, è la somma algebrica delle porcherie ereditate negli ultimi 40 anni dalla vostra gestione.
E’ giunto il momento di dire BASTA! e di riappropriarci della nostra Libertà e del nostro Futuro: tutto ciò che pretendiamo è meritocrazia, che è l’opposto di quanto ci avete propinato dal ’68 in poi!
Vogliamo poter costruire il nostro futuro su basi solide: questo non vuol dire pretendere il posto fisso subito, ma avere la certezza che la flessibilità (che negli altri Paesi esiste e non è un dramma) non scada nel precariato cronico (come succede ora da noi, dove gli industriali sono coperti da ministri dell’economia compiacenti e si possono permettere di speculare sul nostro futuro).
Vogliamo avere il diritto alla casa ed alla Famiglia, e questo significa accesso al credito: siamo stufi di vedere le banche (questi coraggiosi istituti di credito) che danno i “loro” soldi in prestito a chi li ha già, salvo poi negare i mutui a chi non può impegnare la casa dei genitori.
E infine vogliamo una Scuola ed un’Università libere e riformate, senza test sbagliati, concorsi truccati, caste e baronati, tutti figli di una mentalità sessantottina che ha appiattito il livello culturale di questo Paese.
Noi di Azione Giovani crediamo che un altro futuro sia alla nostra portata, se sapremo strapparlo ai “vecchi politicanti” che criticano i costumi di noi giovani, ma che in fondo desiderano fortemente una generazione di caproni senza ambizione.
Ci attende una sfida importantissima, ovvero quella di mobilitare e coinvolgere un’intera generazione, al di là degli schieramenti, in una battaglia partecipata e credibile in difesa del nostro Futuro.

A quarant’anni dalla contestazione del ’68, il modo migliore per rispondere criticamente a quella stagione sta nella nostra capacità di porre in essere una autentica ribellione generazionale, capace si di rivendicare diritti ma determinata anche a prendersi delle responsabilità. Così, se il ’68 ha portato a pretendere tutto e subito, il 2008 dovrà chiedere il ritorno alla meritocrazia.

Questo è il senso della nostra “Rivolta Generazionale”, che ci deve portare, come mai prima, a coinvolgere una intera generazione, dagli studenti ai precari, passando per le associazioni e i movimenti organizzati, con l’unico obiettivo di RIPRENDERCI IL NOSTRO FUTURO!

Questa è la nostra guerra, questa è la nostra ennesima sfida alle stelle!

Stefano Clerici - Presidente Provinciale Azione Giovani Varese

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