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I laicisti e il “cappello” della Chiesa

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14 gennaio 2010

Gentile Direttore,

con rammarico apprendiamo di una palese violazione del principio della laicità delle istituzioni a  Casorate Sempione.

Nell´Amministrazione Comunale di centrosinistra che in Casorate opera, le due anime politiche che la compongono forse faticano a mantenere il loro delicato equilibrio. La componente cattolica e quella laica sono parimenti presenti all´interno della stessa e riteniamo che siano da condannare tutte le situazioni in cui l´una prevarica l´altra. Se pur si comprende che ogni Amministrazione debba cerca
re di mantenere buoni rapporti di vicinato con altre realtà importanti del paese (parrocchia, oratorio, scuola, associazioni…) ci chiediamo perché avvenga quello che qui sotto riportiamo e che ci sentiamo di denunciare con forza, anche perché una soluzione alternativa avrebbe facilmente potuto trovarsi.

Ogni anno si tiene a Casorate un concorso di disegno, rivolto a bambini della scuola primaria. Ne conosciamo bene i dettagli, perché esso è stato ideato 4 anni or sono dall´ex Assessore alla Cultura, la dottoressa Rita Gaviraghi, che della Consulta Laica Provinciale è collaboratrice.

Il concorso, che solitamente prevede un´esecuzione di disegni a tema, viene risolto durante una lezione scolastica, con grande disponibilità delle insegnanti che provvedono a far eseguire, raccogliere, inviare e catalogare i disegni.

La premiazione dei vincitori (una quindicina di bambini, per le cinque classi della scuola primaria) è avvenuta negli anni in circostanze sempre diverse, in genere accompagnandosi al concorso letterario che si svolge nel medesimo Comune, o risolvendosi in un momento anche musicale, all´insegna della semplicità e del contenimento delle spese, sia per quanto riguarda la cerimonia di premiazione che
i premi in sé.

In ossequio allo spirito di accoglienza, in nome di una integrazione che deve mirare anche a ridurre le differenze e le distanze tra le varie culture, va rilevato con piacere che il recente concorso letterario casoratese aveva come tema "La diversità" e come slogan una frase dell´anticonformista Oscar Wilde che suonava, più o meno: "nessuno può essere libero se costretto a essere diverso".
Ora, eccoci al dunque: quest´anno, non si comprende se casualmente o intenzionalmente, la premiazione della gara grafica non è avvenuta entro il 2009, anno di edizione del concorso, ma è slittata a gennaio 2010. Per effettuare la cerimonia, si è pensato di sfruttare il momento musicale rappresentato dal concerto del Santo Patrono di Casorate, che cade il 13 gennaio, ma che viene festeggiato con l´
esibizione di un coro il 16 sera, in Parrocchia.

Il coro esegue brani di musica sacra; la festa di Sant´Ilario è una commemorazione a carattere religioso, anche se non viene celebrata un messa in occasione del concerto. Troviamo comunque inadeguato che i bambini vengano invitati, per essere premiati, in chiesa durante il concerto.

Come convive, caro Direttore, a Casorate, la Chiesa con Oscar Wilde? Cosa c’entra la parrocchia, e tutto quanto sopra riportato, con il RISPETTO, della diversità? Che altro è questo, se non un tentativo di costringere alla genuflessione "i diversi", quelli cui un recente concorso era intitolato, affossandone lo spirito di pari dignità, PARI dignità?

E chi se non lo Stato può e deve garantire questa condizione ai cittadini?

E se, come avvenne in passato, un vincitore della gara grafica fosse il figlio di extracomunitari? Se fosse un testimone di Geova? Se i genitori fossero atei, se non avessero piacere di vederlo entrare in Chiesa?

Pensiamo che a Casorate, persino la benedizione natalizia nelle scuole, in segno di rispetto delle diversità, di tutti i gusti e delle minoranze, avviene nell´atrio della scuola, dopo le lezioni, per chi desidera fermarsi! Non si capisce perché, invece, per ricevere un premio da una giuria di esperti di grafica si debba andare in Parrocchia, assistere ad un concerto di musica sacra.

La Chiesa, la Parrocchia, non sono luoghi neutri sui quali la pari dignità delle diverse posizioni possa essere rispettata, ma piuttosto il luogo dove la posizione cattolica accoglie, a casa propria, altri che si sentono (e devono sentirsi) ospiti. Non sono il posto adatto ad una manifestazione di questo genere strettamente collegata, com’è, all’ambito scolastico.

La scuola (che della gara in oggetto è stata destinataria) è un mezzo fondamentale di aggregazione e di compensazione delle differenze, è un ambiente dove i ragazzi devono vedere una difesa attiva della diversità; la scuola, lo ripetiamo per l’ennesima volta, è laica! Spazi laici per questa iniziativa, rigorosamente laica e indetta dall’Assessorato alla Cultura del Comune, si sarebbero potuti senz’altro trovare, mentre questa situazione ci appare come l’ennesimo e storico tentativo di riservare alla comunità parrocchiale (anziché alla comunità tout-court) tutto quanto fa aggregazione e di "mettere il cappello" anche su questa manifestazione.

Ci aspettiamo già che il titolo del concorso grafico del prossimo anno sia "Ora et labora"!

Circolo UAAR di Varese
Circolo ARCI di Varese
Associazione Cristallo

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