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I nostri soldi alla Libia

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22 gennaio 2009

Gentile Direttore,
la notizia dell’accordo siglato con la Libia, che prevede un rimborso addirittura ventennale, per i “danni” provocati dal nostro colonialismo giunge come una beffa.
Una beffa per quanti (italiani e non) hanno lavorato in quel paese e hanno costruito strade ed infrastrutture (che danno!) essendo stati ripagati con la cacciata del 1970 e la perdita di ogni bene non potessero tenere in una tasca.
Una beffa, se mi permette, ancor piu’ grave per questi stessi sopravvissuti che hanno dovuto restituire al Governo l’indennizzo che tardivamente, e dopo lunga rivendicazione, era stato loro concesso in qualità di profughi. Una decisione vigliacca contro persone ormai anziane e indifese, che si sono dovute rifare una vita da zero, Italiani in un’Italia che li disconosceva.
Si dirà che è un prezzo da pagare per avere l’appoggio della Libia ed arginare il flusso di immigrati che parte dalle sue coste. Mi sembra una visione ottimistica ed anzi sono piu’ evidenti gli obblighi che il Governo italiano ha preso nei confronti del potente vicino (motovedette, addestramento polizia, e soldi, tanti soldi…) rispetto a quanto potremmo con diritto pretendere dal dittatore.
In attesa di ballare al ritmo che piacerà a Gheddafi , siamo riusciti ad umiliarci una volta di piu’.

Cordiali saluti

lettera firmata

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