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I nuovi democratici

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19 settembre 2011

Egregio Direttore,
sono i nuovi democratici.
Vengono dalle radici comuniste e post-comuniste, vestono di rosso, parlano una strana lingua piena di "k", accompagnata da gesti violenti.
S’accampano in palazzi possibilmente non di loro proprietà, vivono alla grande attingendo a piene mani dai soldi dei cittadini (al Leoncavallo chi paga corrente, acqua ed altro?) di cui oltraggiano simboli, identità (se non è di sinistra).
Credono in due ideologie, nel Che’ e contro Berlusconi.
Hanno pensato bene di dimostrare la loro "democrazia" ad una manifestazione sportiva "targata Lega Nord", si sono espressi con maggiore "democrazia" a Venezia aprendo anticipatamente la stagione di caccia con la "caccia al leghista", esprimono con insistenti e "pesanti" atti, la democrazia in Val di Susa, quando scendono in piazza lasciano sempre un ricordo della loro "democrazia" (vetrine infrante, auto danneggiate, ecc. ecc.).
Cos’altro aggiungere alla cara nostra senatrice?
 Vede, Lei ha fatto della bella ironia sulla Lega a Venezia, ci può stare, Lei la pensa diversamente.
Di questi giorni veneziani, mi hanno colpito due fatti, il violento comportamento dei centri sociali e le parole di Zaia.
I centri sociali ci hanno ormai abituato alla violenza, mi stupisco che la magistratura sempre attenta ad agire, non agisca mai (forse il colore dei manifestanti li rende più simpatici) nei loro confronti e mi lascia male la vostra indifferenza (vostra = sinistra), li giustificate, li premiate (vedi a Milano le ultime scelte della giunta comunale).
Mi dispiace, sbagliate, la violenza non ha mai giustificazioni, la violenza chiama violenza.
Il Governatore Zaia, ha fatto una bella provocazione, dicendo che noi, questo stato non lo amiamo ma dobbiamo mantenerlo e sostenerlo, voi che lo amate, perché non comprate i titoli si stato? Al posto di insultarci e colpirci, dovreste essere i primi a volere salvare l’italia e invece?
Che titoli di stato comperate?
Tirate fuori il vostro patriottismo, compratevi il debito pubblico, non pretendete che siano sempre gli altri a pagare il conto.
Cordiali saluti
Roberto C.

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